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Come cristalli di sale

Il titolo della nuova silloge di Cinzia Pintingaro, “Come cristalli di sale” è metafora della vita, infatti esso allude alla scrittura poetica che, come strumento vitale e catartico, cristallizza nelle parole scritte su un foglio bianco, le lacrime di gioia e di dolore che come sale, condiscono il trascorrere del tempo, dei nostri giorni.

Poesia esistenziale quindi, in cui l’io, in una sorta di sintonia affettiva con la natura, esprime emozioni e sentimenti, pulsioni dell’anima. Questi spesso sono tristi e malinconici, legati al passato, alla memoria e, considerata la suddetta sintonia naturalistica, non è un caso che il paesaggio stagionale nell’ambito del quale esprime il suo sentire, sia quello autunnale e parole come vento, pioggia, vento, foglia sono parole-chiave, ricorrenti in tantissimi componimenti: “un alito di vento \ ti ha rapito, \ lasciando la sua impronta sulla terra (Fiore di campo), “… Fuori, i venti \ a spazzar via \ le foglie \ e i miei pensieri \ …” (Novembre) e trovino il loro correlativo esistenziale in parole come silenzio, vuoto, ricordi, sogni; ma la natura non è solo metafora di malinconia e tristezza, è anche espressione di speranza, di sogno, di possibile futuro: “….\ Lascia che il tempo \ ti riconsegni i sogni… \ Sii paziente,,,”(Sii paziente); “…\ L’orizzonte non ferma \ chi affronta nuovi spazi \ e cerca il sole”( Cercando il sole).

Il carattere esistenziale della silloge emerge ulteriormente se si considerano anche le liriche a carattere familiare, in cui predominano le figure dei propri cari e quelle in cui acquista rilevanza il tema tempo. Talvolta trattasi di tempo lineare nel suo”eterno fluire”, nel trascorrere impetuoso dei giorni:  “Scivola tra le dita \ il tempo…\ …\Non è più ieri \ e l’oggi volge già \ verso il domani” (Non chiedermi…), tal’altra di tempo durata, secondo la visione bergsoniana, in cui il passato condiziona il presente, si frammischia continuamente allo slancio vitale, determinandone pensieri ed azioni, modalità di essere e di sentire: “Si rileggono ancora, \ s’intrecciano\ coi fili di pensiero\...\ La nostra s toria : \ presente di un passato \ in divenire,” (Sogni di carta).

Ma il tempo può essere anche attesa e perciò futuro e speranza: “ Tu non temere…\ Vivere \ è andare oltre l’abitudine\ tentare le salite \ anche più ripide \...” (A mio figlio), infine possiamo viverlo persino come preludio di eternità: tempo- eternità, parole solo in apparenza ossimoriche, perché la finitezza del primo, non elimina la sua estensione all’eterno se “ quando niente sarà più di noi, \... \ resterà il canto \ come sussurro al vento” (Quando niente sarà più di noi …), quindi la poetessa affida all’arte, alla poesia il potere di eternare, così come canta Foscolo nei Sepolcri.

Ma se la poesia, come sostiene E. Sanguineti, è uno sguardo vergine sulla realtà, la poetessa non può limitarsi a guardare dentro di sé o intorno a sé, guarda tutta la società, il mondo e non può non soffrire per i molti problemi che caratterizzano i nostri tempi, quale,ad esempio l’emigrazione. “Tempi di fughe, \ di viaggi disperati tra le onde\...\ Mediterraneo,\ culla di fiori fragili spezzati \ …” (Mediterraneo) Formalmente le liriche presentano una versificazione libera, ma non mancano accorgimenti tecnici che insieme al ritmo favoriscono la musicalità dei versi, quali assonanze (“ …fuochi\...\ …,dolori”, in Sarà respiro), consonanze(“ ..tramonti \ e sentimenti”, in Pensieri) , rime (“…sorgerà \ ….\ ..aleggerà”, in Sarà respiro) o quasi rime (“… salite \ … ripide” in A mio figlio).

Anche le figure retoriche favoriscono la liricità e tra queste emerge la metafora, che trova soprattutto negli elementi della natura il correlativo esistenziale (“Eri un soffio di vento \ Eri nell’aria”, in Figlio).Infine non si può rilevare in alcune poesie la presenza dell’anafora (“Vita che nasce \...\ Vita che cresce \ …\ Vita che esplode \...”) che, come un ritornello,rimarca il sentire della poetessa.

Recensione
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