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Come acqua nel deserto

Il titolo,”Come acqua nel deserto”, della nuova silloge di Francesco Terrone, pone al lettore subito una domanda: “che cos’è così rara nella vita del poeta, come l’acqua nel deserto? Che cosa riesce a dissetarlo dandogli vitalità dopo lunga astinenza? In una solo sintagma, “ l’amore per la sua donna”si può enucleare la risposta ad entrambe le domande, infatti, la sua donna è rara perché lontana, assente ed è agognata, desiderata perché la sua presenza e l’amore che vive per lei, lo disseta, è fonte di vita, di eternità:” Mi piacerebbe rivederti \ pur non sapendo \ se, come, quando...Ricordo le nostre giornate...”(in Mai,mai.., pag. 21); “ Nei tuoi occhi si specchia il mare \ nei tuoi occhi si specchia il mio cuore...” (in Labbra al vento, pag.22); ed insieme a te mi piacerebbe ...\ ...vivere \ su di un’isola \ piena di eternità”(Isola di eternità, pag.40).

La natura diventa spesso il correlativo empatico del sentire del poeta e con lui, essa ama o patisce: “...ingoiamo il vento che alimenta \ il fuoco dei nostri sensi”(Il buon seme, pag. 46); “Ho sete d’amore,\...\ Canta l’usignolo \ ai gemiti d’amore,\...” (Gocce di rugiada, pag.55). Ma l’acqua che disseta è anche la poesia, amata dal poeta perché lo fa sentire vivo, perché gli consente di relazionarsi con la natura, con i suoi familiari, ma anche perché diventa strumento ascensionale che lo conduce a Dio.

Così la parola poetica acquista sacralità e, in quanto tale, alimentata da luce divina, gli consente di guardarsi attorno e di denunciare la sofferenza e il male che esistono in questo nostro mondo. Così il poeta piange per i bimbi mai nati, denuncia la violenza che pone “figli contro madri, \ mariti contro mogli...” , e l’orrore di “...battaglie,\ guerre di popoli contro popoli, “ del sangue che colora “corpi senza vita \...” . E, di fronte a tanta violenza, pensa che forse l’amore è solo ” un filo \ di seta che attraversa \ l’aria di un mondo senza pace”( in Filo di seta, pag. 41) e senza pace è anche la sua terra, nel sud, “ terra di gente onesta”, ma anche di briganti che l’ avviliscono, al punto che dove ”tutto è luce”, tutto però “miseramente tace.”

Ma a cosa serve lottare, combattere,odiare per acquistare, possedere? La vita è precaria , è fragile e solo l’amore può dare senso ai nostri giorni e le parole intorno ad esso “ricamate \ con fili d’oro” (in Parole ricamate, pag.69) Possiamo concludere che l’amore e la poesia sono per F. Terrone, l’acqua che disseta nel deserto di un mondo ormai quasi privo di valori. I versi che propongono i suddetti temi si snodano da una poesia all’altra con una coinvolgente musicalità espressiva, affidata agli ictus, ma anche a rime, consonanze ed assonanze (assonanza: ...occhi,\...polmoni; consonanza: ...volare \ ..aria; rima: ...festa \ finestra; (in Donna, donna, pag. 32), pur nella libertà compositiva che asseconda l’ispirazione.

Recensione
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