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Cuore spaccato

Cuore spaccato” di Sandro Gros-Pietro fa subito venire in mente : “Il Visconte dimezzato” di Italo Calvino, infatti i due attributi participiali dei titoli alludono entrambi ad una divisione dell’io, anche se quest’ultimo nel romanzo di cui trattasi è indicato attraverso una sineddoche. In entrambi i casi, comunque, dopo aver vissuto vicende onirico -fantastiche e perciò surreali, poiché oltrepassano le barriere logico-razionali della normalità, l’io alla fine trova l’autenticità e l’unità dell’essere nell’amore: l’amore di Medardo di Terralba,il Visconte dimezzato, per la pastorella Pamela, l’amore di Menotti Gualtiero, l’uomo dal “cuore spaccato”, protagonista del romanzo, per l’ ex prostituta di Bangkok, Shanti.

Se procediamo in questa analisi comparativa, ci accorgiamo che l’affinità è ravvisabile anche sia nella nitidezza stilistica che caratterizza i due romanzi, sia nella presenza di specifici contesti storico-culturali, motori dell’azione, poiché plasmano il substrato etico-morale dei protagonisti: il Seicento,nel periodo della guerra dei Cristiani contro i Turchi, nel Visconte dimezzato, gli anni Ottanta del xx secolo in Cuore spaccato. Né sostanzialmente diversa è la struttura narrativa, essendo presente in entrambi i casi un narratore interno.

La trama dell’opera di Calvino, pur avendo una valenza allegorica che lo lega alla realtà, è fantastico-favolistica, quella di Cuore spaccato è fantastico-surreale, poiché ”l’immagine viva del caro estinto”(pag.81), che continua ad agire ed operare anche dopo morto, è il protagonista della maggior parte della narrazione.

Menotti Gualtiero che durante i suoi funerali si mantiene ”per ultimo, piuttosto appartato”(idem) continua anche dopo morto a vivere tra formale rispetto dei rapporti familiari e sociali in senso lato, quale il suo rango alto borghese esigeva e corruzione che ne fa insieme il direttore commerciale di una raffineria, un lucido collaboratore per tornaconto della classe dirigente politica ed economica del paese e un fiancheggiatore della lotta armata, nata dal fallimento della contestazione globale del ’68, attraverso l’amicizia con il terrorista Paolo, finché non incontra Shanti, che come la Pamela del visconte dimezzato determinerà attraverso l’amore la sanità del cuore spaccato, la scoperta della verità, infatti è “l’amore... l’ unica verità..., l’unico messaggio possibile. Shanti così in quanto amore è allegoria della ”Grande Madre che procrea ed uccide”, che lo ha “riacceso alla vita” affinché provasse l’amore e finalmente lo consegnerà in modo definitivo alla morte nella interezza della sua essenza, non più dimezzato, spaccato.

Così è possibile concludere che Menotti è fratello gemello di Medardo: entrambi come già si è detto, raggiungono l’integrità del loro essere attraverso la forza propulsiva dell’amore e Menotti in particolare, potrà essere morto in pace.

Recensione
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