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Dal buio

Adalgisa Licastro con il suo romanzo,“Dal buio”, coinvolge il lettore in una vicenda per molti aspetti verosimile, infatti, pur non essendo definibile storico perché mancano precisi riferimenti ad eventi databili e a personaggi reali, tuttavia il contesto propone la situazione socio-economica di miseria che caratterizza alcuni paesi dell’est europeo.

Molti emigrano verso l’Italia e l’Europa nella speranza di una rinascita, di una nuova vita, ma per molti significa anche cadere nelle mani della malavita locale, della mafia e se trattasi di donne, nella prostituzione, come le coprotagoniste del romanzo: Ludmilla e Nerea che alla fine, tuttavia usciranno “dal buio”, come recita il titolo del romanzo e nell’amore verso il prossimo troveranno la luce, la ragione di vita.

Lia Altieri, poiché sentiva “una profonda istanza di dare e ricevere amore…” (cap.XIV, pag.64), sarà lo strumento dell’emancipazione, dell’affrancamento, al di là e a prescindere dalla stessa inchiesta giudiziaria condotta dall’ispettore Macrì al fine di rintracciare gli psedo-protettori, che sfruttavano le povere ragazze.

Un testo coinvolgente si è detto, anche perché la parallela conduzione di più vicende, induce la scrittrice a frequenti sospensioni e a flash-back indispensabili in un contesto in cui fabula ed intreccio non si sviluppano in parallelo, ma presentano una sfasatura che crea particolari effetti narrativi ed induce inoltre a non attribuire l’opera al genere “giallo”, non solo perché l’inchiesta non raggiunge l’obbiettivo, ma soprattutto perché lo svolgersi degli eventi è tale che lascia al lettore soprattutto valori etico-morali, piuttosto che gratificazione derivante dalla scoperta dei colpevoli.

Insomma la scrittrice, in posizione eterodiegetica immerge il lettore in un mondo crudele, violento, ma reale , tipico dei nostri ultimi decenni, ma non solo A. Licastro da autrice tende ad identificarsi con una delle protagoniste, Lia Altieri, alla quale affida il compito di trasmettere il proprio sentire, la propria visione del mondo e della vita.

Infine appare opportuno rilevare che questo romanzo propone lo sviluppo narrativo dell’insegnamento evangelico: “ama il prossimo tuo come te stesso”, l’amore infatti, è la forza propulsiva della vita e consente di vivere quell’unico grande compenso che nasce “dalla gioia del dare, senza aspettarsi mai nulla in cambio” (cap.xxxv).

Recensione
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