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Datemi le vostre mani ed io vi guiderò

Poesia piena di afflato mistico,espressione di salda fede, senza dubbi o remore che possano minimamente far vacillare l’assoluta certezza della costante presenza divina nel mondo,del suo infinito amore per l’umanità. Questa considerazione di Dio, come occhio benevolo rivolto verso il mondo, fa sì che anche la sofferenza venga accettata come privilegio perché strumento di assimilazione a Dio stesso: anche lui è stato vilipeso e straziato e l’uomo, camminando al suo fianco, pone nella sua sofferenza le premesse della resurrezione eterna. Sofferenze fisiche,ma anche ricordi amari, delusioni, rancori affidati come offerta a Cristo, Uomo-Dio, perdono virulenza e diventano preghiera , percorso verso la salvezza .

Tuttavia la fede, l’amore metafisico non è mai costante eremitaggio, allontanamento dal mondo e dagli uomini per vivere nel diretto contatto con Dio, anzi la fede e la solitaria preghiera inducono la poetessa ad “abbattere la fortezza dell’egoismo \ che ci vieta di volgerci agli altri \ e, con animo purificato, comprenderli” (Custodire il silenzio). Il termine “comprenderli”non bisogna però intenderlo come giustificare, ma nel senso di conoscere e conoscendo gli uomini, aiutarli nei bisogni materiali o dichiarare lo scadere dei valori morali che spesso allignano nel contesto sociale . In quest’ultimo caso la conoscenza diventa denuncia, invito e sollecitazione a dissipare la nebbia del cuore che spesso offusca la vista ,impedendo di cogliere la verità.

Così la distruzione della famiglia ,la perversione amorosa, la corruzione, l’ assenza di obbiettivi presso i giovani, etc....vengono progressivamente proposti come espressione di un volere deviato, come uso scorretto dell’assoluta libertà dataci da Dio, di conseguenza se qualcuno ....”si perde \ ciò non è che per proprio volere \ e scelta” (Misericordia di Dio e inferno).

Dio quindi non è, come sostiene Nietzsche, un’essenza trascendente che si contrappone alla vita e agli istinti che l’affermano, ma una certezza che si esplica nell’amore per la vita e nella libertà di azione e di scelta che ci vengono da Lui concessi .

Dipende dall’uomo,pervenuto alla consapevolezza ”dell’esse, del nosse e del velle” (Agostino) scegliere tra il disegno di salvezza di Dio o quello distruttivo del principe degli abissi.

La poetessa ha scelto il disegno di salvezza e in esso trova la giustificazione del suo vivere, del suo agire nel mondo e la poesia ne diventa lo strumento di trascrizione letteraria. Così con un lessico chiaro e pregnante, con una versificazione musicale, Giustina come pochi riesce a comunicare il suo pensiero e nello stesso tempo ad elevare lo spirito del lettore e ad indurlo a meditare sulle problematiche dei nostri tempi.

Recensione
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