Servizi
Contatti

Eventi


Di Rescigno il racconto infinito

Il saggio di Sandro Angelucci, ”Di Rescigno il racconto infinito”, offre al lettore un’interpretazione consapevole della produzione letteraria di Gianni Rescigno, importante poeta contemporaneo che in poesia, così come nella più esigua produzione narrativa, come sostiene nella prefazione G. Bárberi Squarotti ,“percorre un itinerario lungo e rigoroso”.

Sandro Angelucci rivela conoscenza approfondita della produzione del poeta e, con metodo prevalentemente descrittivo-ermeneutico, con necessario distacco e con obbiettiva valutazione delle opere, sa coglierne gli aspetti e i temi più importanti , i possibili significati e il sema di fondo, attraverso la scoperta di dittologie–chiave antitetiche intorno alle quali si muove il percosso poetico di G. Rescigno: vita e morte, sogno e realtà, uomo e natura, fede e ragione, etc..., che trovano nel tempo dell’amore o nell’amore del tempo la loro sintesi.

“Nessuno può restare “ è il titolo dell’ultima fatica letteraria dell’autore ed è anche la frase-verso che maggiormente viene menzionata dal critico per esprimere e focalizzare nella mente del lettore il principio filosofico-esistenziale che guida la versificazione del poeta: vivere nel tempo per entrare nella sua eternità. L’elemento unificante della dittologia antitetica tempo- eternità è l’amore attraverso il quale nessuno e niente muore mai realmente e consente all’eterno di transitare nel contingente, nella finitezza poiché consente di sperimentare la presenza del divino nell’umano.

In altri termini, Angelucci rivela il significato ultimo della produzione letteraria di Rescigno che sia in versi, sia in prosa, ponendo in primo piano la natura nella sua bellezza, la terra nella fatica che implica perché ci sfami, l’uomo nei suoi sentimenti onesti o nelle sue ambizioni e nei suoi errori spesso letali, mostra di aver capito la necessità dell’accettazione della vita e degli sforzi che essa esige, la necessità del sogno che, attraverso l’amore, diviene realtà e soprattutto diviene finitezza-infinita. Inoltre , si badi bene, l’infinito, l’eterno che si persegue attraverso l’amore è metafisico e terreno : la morte non segna la fine, ma l’ingresso nell’immortalità, sia terrena, attraverso le opere , anche umili e semplici che con amore realizziamo, sia metafisica nell’unione paradisiaca con Dio.

Anche la poesia e la letteratura in genere sono frutto d’amore e in quanto tali danno immortalità sia al loro creatore, sia alle creature e alle realtà oggetto d’ispirazione. La natura, gli ambienti, le persone che vivono da sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi, che hanno segnato in qualche modo le nostre esperienze e la nostra vita, sono destinati all’assenza e al silenzio a cui il trascorrere dell’ arco temporale di chi li ha amati e conosciuti, comunque li condanna, ma se la parola poetica consente loro di uscire dal relativo che caratterizza la vita umana, si assolutizzano anche sulla terra, almeno finchè il sole, parafrasando U. Foscolo, risplenderà sul pianeta terra.

L’essenzialità e il realismo della parola sono le caratteristiche stilistiche che consentono a G. Rescigno di attingere l’assoluto che caratterizza la vera poesia, quella che B. Croce definisce cosmica, ossia proponente valori eterni, validi per gli uomini di tutti i tempi e di ogni luogo, Da qui, come sostiene S. Angelucci, deriva anche la modernità, ossia la capacità del poeta di calarsi in ogni attualità perché “da qualsiasi epoca non espunge il vero” (pag.51) . Il critico, con una prosa accattivante nella sua semplicità lessicale e nel suo armonioso costrutto morfo – sintattico, con grande abilità descrittiva ed ermeneutica, riesce ad incuriosire il lettore e ad indurlo ad accostarsi alla produzione letteraria di G. Rescigno nella consapevolezza di trovarsi di fronte ad un artista che attraverso la letteratura ha espresso il senso del vivere.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza