Servizi
Contatti

Eventi


Domani niente scuola è un titolo sinonimo di vacanza, sinonimo di viaggio d’istruzione, evento atteso dagli alunni tutto l’anno, sognato, cullato nella fantasia adolescenziale come un momento magico in cui diventa possibile l’impossibile. Al sogno succedono i preparativi frenetici, essi trovano esplicazione nelle enormi valigie che vengono preparate. Infine si parte: il sogno diventa realtà.

Andrea Bajani,dopo quindici anni dal suo esame di maturità, s’immerge di nuovo nella realtà scolastica, “si cala nel mondo” dei giovani e per farlo utilizza proprio quel momento magico: il viaggio d’istruzione, o, come dicono alcuni insegnanti moralisti con amara ironia, ”il viaggio distruzione”, in altri termini viaggio senza freni inibitori dell’es adolescenziale.

Effettuati degli incontri preliminari con alcune classi di tre licei scientifici italiani (A. Einstein di Torino, L. daVinci di Firenze, S. Cannizzaro di Palermo), Andrea, come un ragazzo tra tanti, parte per tre volte nell’arco di un mese con scolaresche di Torino, di Firenze e di Palermo con destinazione rispettivamente Parigi e, per ben due volte, Praga.

Un’ immersione nella realtà giovanile, totale e lunga che lo ritrae complice e nello stesso tempo distaccato nei confronti dei ragazzi, più amareggiato che moralista nei confronti della scuola e dei prof., ma soprattutto ironico sia nei confronti degli uni che degli altri.

Tra look griffati, discoteche, baldorie notturne nelle camere d’albergo, birre e ipod costantemente inserite nelle orecchie, tra storie che nascono e storie che finiscono, Bajani, osservatore acuto, prende appunti, nulla tralasciando e alla fine offre al lettore un reportage che sa di vita, quella dei nostri ragazzi, borghesi, benestanti, immersi nelle banalità che il consumismo propone ed impone, annoiati nei musei e imitatori dei padri sia negli atteggiamenti, che nei luoghi comuni delle loro risposte, purché si tenti di parlare di politica. Eppure, pur nell’omologazione apparente si intravedono tante vicende personali : gli amori, i genitori, suddivisi, direi, in indifferenti ed apprensivi, insomma la vita privata della società di oggi, colta attraverso gli occhi di un’età così fantastica e così difficile qual è l’adolescenza.

Bajani tutto sommato è stato adolescente poco più di un decennio fa, sebbene oggi un decennio vale quasi quanto un secolo e se molte cose persistono, molte sono anche cambiate e proprio la coesistenza di persistenza e mutamenti repentini nei costumi e nei comportamenti adolescenziali gli consente di essere complice, ma nello stesso tempo descrittore distaccato che guida per mano il lettore nella formulazione di pareri, giudizi intorno al mondo giovanile.

Anche François Bègaudeau nel suo ultimo romanzo La scuola si è occupato di adolescenti e professori, forse perché gli intellettuali solo adesso di fronte alla profonda crisi di valori che caratterizza la società attuale, hanno capito quanto sia importante entrare nel mondo giovanile e nel suo principale centro di formazione, oltre la famiglia: la scuola, per comprenderne le dinamiche oggi spesso fallimentari, al fine di ripristinare una formazione culturale che si colleghi concretamente con la vita e la realtà dei nostri tempi.

L’opera è costituita da capitoli non numerati che progressivamente ed alternativamente, come in una sorta di andirivieni, descrivono le esperienze delle tre scolaresche; inoltre a rendere originale la struttura è la sua circolarità , infatti inizia e finisce con la conclusione dell’ultimo viaggio, che descrive lo scrittore stanco, reduce da una esperienza ”che ogni adulto, per la stessa ragione per cui un adolescente pagherebbe, non farebbe nemmeno con una pistola puntata alla tempia”, ma in compenso ha in mano appunti sufficienti per descrivere in uno stile chiaro, scorrevole, ironico, che non disdegna linguisticamente il gergo giovanile, i ”i figli dell’Italia del disincanto”.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza