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Fiaba infelice

Fiaba Infelice: sintagma ossimorico perché le fiabe hanno sempre un finale felice . Calogero Cangelosi lo ha scelto come titolo del suo ultimo e-book, forse alludendo alle peripezie che caratterizzano le vicende fantastiche dei personaggi delle fiabe, prima del raggiungimento dell’obiettivo, prima del famoso “e vissero tutti felici e contenti”.

La silloge ha realmente la leggerezza di una fiaba, soprattutto là dove squarci naturalistici si dipingono nella mente del lettore, grazie alla capacità impressionistica dell’autore che sa dipingere con le parole realtà naturali a lui care, retaggio di un’infanzia che torna sempre alla memoria , fanciullezza fiabesca vissuta tra “il rumore di vacche al pascolo”, confuse “con note stonate \ che alberi d’ulivo \ regalano ai secoli” (Le pietre, pag.9).

Ma la fiaba del passato, così come la speranza nel futuro, che “ cavalca praterie senza fine” (Alle pareti, pag.52) sono possibili solo quando”esperienze disastrose \ regalano al cervello \ ali di rondine” ( Ritorni, pag.32), sicché “ il dolore” fisico che “ fa sentire \ i suoi ritmi altelenanti “ (La notte, pag.10) e la conseguente sofferenza interiore che rattrista il presente, diventano forieri di sogno che trovano nelle dimensioni del passato o del futuro, la bellezza innocente o speranzosa della vita, la fiaba che il presente infelice rende dolce-amara, ma possibile ed eterna se affida alla poesia la sua essenza.

Recensione
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