Servizi
Contatti

Eventi


Gli occhi non possono morire

Il titolo della silloge di Giuseppe Manitta, “Gli occhi non possono morire” è metonimico perché gli occhi a cui allude sono l’anima, l’essenza dell’io che genera visioni e sogni, quando dalla finestra si allontana la tenda del concreto, del reale a cui i sensi sempre ci conducono.

Insomma il titolo sembra racchiudere in sé una dichiarazione di poetica, che richiama alla memoria quella del veggente di Rimbaud, infatti anche il nostro poeta “arriva all’ignoto attraverso lo sregolamento di tutti i sensi” e “avendo coltivato la sua anima” (Lettere del veggente, Rimbaud a Paul Demeny, 15-5-1871) può raggiungerlo, perché gli occhi dell’anima non possono morire e non solo conservano memoria, ma vivono anche un presente che viene mediato al lettore attraverso quella trasfigurazione che solo chi raggiunge l’ignoto può percepire e ridonare con un linguaggio allusivo, talvolta cifrato, in cui anche la sfera metafisica acquista consistenza attraverso una dimensione polisemica, che evita condizionamenti datati e precisi: “Il vangelo è lacrima \ sul frumento di Enea \...\....\ Le foglie cadute \ sono il nostro vangelo. \ Siamo. (Il naufragio invisibile, XXXI, pag. 47).

Ed è per questo anche che in una sorta di antropomorfizzazione panica della natura che ricorda D’Annunzio, G. Manitta vede, ad esempio, che ”… Le farfalle sono morte \ per troppe lacrime…. (Il naufragio invisibile, VI, pag.22) o che “la notte curva le braccia \ a mietere le ombre…(ibidem XVIII, pag.34), o ancora che “…sudano le ossa di mandorli… (ibidem XXIII,pag.39), etc …, insomma instaura un particolare rapporto con la natura che palpita della sua stessa vita, di una vita in genere, sconosciuta ed ignota agli umani.

L’intera raccolta propone questo atteggiamento mitico, che non si ferma al puro dato fisico, ma lo interpreta e lo trasfigura in una sua particolare visione, correlativo simbiotico del sentire del poeta che concentra raggruma quasi le sue folgorazioni liriche pe esprimere l’inesprimibile, l’ignoto, la riposta sostanza di corrispondenze.

Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza