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Il mio Sud

La prima poesia contiene in nuce tutta la silloge, infatti le tematiche in essa presenti vengono liricamente sviluppate e riproposte in molte delle pagine successive. Il Sud è crocevia di popoli e razze, è terra piena di storia e di cultura, baciata dal sole, colorata da verdi uliveti e da spighe dorate,ma è anche terra di fame e miseria, di sofferenza e dolore ,di emigrazione.

Il poeta ama il sud così com’è, con i suoi ancestrali contrasti, perché qui è nato, qui sono le sue radici e, proprio la coscienza dell’ appartenenza, rende spesso tale amore, consapevole di impotenza e perciò intriso di quella sofferenza che in sostanza dà corpo al diffuso lirismo che caratterizza la breve raccolta.

La riproposizione dei temi comporta il riproporsi di termini e sintagmi,tanto che alcune parole-chiave, come uliveto, spighe, vigneti, emigranti diventano frequenti occorrenze, che l’amore amaro di Bicchieri per la sua terra trasforma in ispirazione poliedrica e cangiante.

Così la vendemmia, la bacchiatura diventano occasione per celebrare la fatica gioiosa del contadino che manifesta ”nel perpetuar del rito \ fra canti e mani di danza,\ inebriante... l’allegria \ nell’assaporar la vita.” (Il rito, pag.13) e gli echi lontani dei ricordi riportano in mente ”grandi spazi aperti e festa di colori che raccontavano le stagioni”, ma anche “valigie di cartone e fazzoletti al vento \ su treni di legnose sedute \ e strade ferrate di polverosa solitudine..”.(Echi lontani, pag. 9)

La Lucania,il suo paese natio,Pistoicos, Napoli, la loro realtà naturalistica ed umana diventano occasione di descrizioni paesaggistiche e sociali caratterizzate da raggiante malinconia . Nessun altro ossimoro, si crede più adatto a significare la bellezza paesaggistica di quei luoghi e nello stesso tempo l’amarezza con cui il poeta parla dei “volti scolpiti”dei contadini (Lucania, pag. 32).

Novello Virgilio canta con georgica dovizia i lavori campestri,ma anche ,come si è già detto, con malinconica elegia i nuovi “Melibeo” (Buc., I) che sono costretti a lasciare la propria terra.

Eppure il Sud una volta costituiva la “Magna Grecia”, e grande resta questa terra per cultura ed arte e tale sarà anche davanti agli occhi delle generazioni successive, ma ciò non esclude che ”Pulcinella in allegria” sia anche ”maschera di malinconia” (Napoli è..., pag.37) per il persistere delle problematiche socio-economiche di cui si è detto.

Il poeta canta questo mondo dolce-amaro con versi ora malinconici, ora struggenti,ora aleggianti serenità, sempre comunque musicali, nei quali riversa tutto il sofferente amore che egli sente per le sue ataviche radici.

Recensione
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