Servizi
Contatti

Eventi


Il silenzio e la farfalla

Il titolo della silloge di Calogero Cangelosi Il silenzio e la farfalla è anche quello del disegno di Roberta Urru, presente in copertina. Entrambi esprimono appieno la simbiosi metaforica tra la parola poetica che silente come il volo di una farfalla si muove nei meandri della coscienza del lettore-destinatario e il volo dell’ispirazione del poeta-emittente, che bifronte guarda ora avanti ora indietro e con un continuo andirivieni ci immerge nel passato o ci proietta nel futuro, ma spesso si ferma come il policromo insetto su variopinti fiori, nella poliedrica realtà presente. Di conseguenza, ora la farfalla assume l’aspetto mitico di Mnemosine e partorisce poesia che, stende le ali e vola nella memoria del passato tra prati assolati e cieli trapunti di stelle,tra giuochi ingenui di bambini e duri lavori nei campi, tra malinconiche partenze e addii, ora diventa Ananke che, preso il sopravvento, fa nascere nel poeta il bisogno di considerare il presente del mondo e dell’io, che, nella consapevolezza della difficoltà di programmare il futuro, di fronte a un destino che spesso non possiamo mutare, si pone in una posizione di attesa che, pur non scevra di fatalismo, non cessa di sperare; in tali momenti il poeta si sente come una “lucertola di settant’anni \ attaccata alla vita” che ”aspettava che il mondo \ si aprisse al sorriso”.(in ...Di solitudine si vive...Al sonno e alla vita, pag.66).

Quando è Mnemosine a volare alto e lontano, la parola del poeta si veste spesso di malinconia nella consapevolezza che il passato, come un sogno che svanisce al risveglio, non sarà mai più. Ciò fa sì che la natura condivida il sentire del poeta e diventi stato d’animo,espressione del suo sentire e l’ osmosi è così integrale da indurre spesso gli elementi naturali ad animarsi , antropomorfizzarsi, così si leggono versi speciali come i seguenti: ” e nuvole bianche sorridono \.......\ un vento leggero accarezza la vita” (Ora il vento, pag 8), “Sole...\ ...\ tramonta,starnuta” (Tramonto¸ lontano da casa, pag.65),”incerto come il triangolo di stelle che stasera sorride” (Partire, pag.68),in cui le cose dell’universo vivono e comunicano sentimenti ed emozioni umane . Insomma Leopardi e soprattutto Pascoli si pongono come modelli al poeta Cangelosi, nel cantare una natura complice ed espressione del suo personale sentire e delle sue personali esperienze.

Il dolce amaro del passato si alterna nella silloge con la trasfigurazione poetica del presente e la necessità di affrontarlo nasce dalla problematicità che lo caratterizza.

Così il poeta diventa impegnato, come si era soliti dire in epoca neorealista ed affronta con pregnanza di linguaggio e concisione di stile, temi come la guerra: “una lettera cade per terra \ un solo rigo sotto i raggi del sole: \...non tornerà più”. La guerra, perché? è il titolo della poesia da dove sono tratti i versi citati ed esso basta ad evidenziare la carica emotiva che vive il nostro poeta nel denunziare l’insensatezza dei conflitti . Né la sua denunzia perde carica quando indignato affronta il tema dell’inquinamento: “e l’acqua sempre più sporca \ lava le mani \ e si ferma \ in pozzanghere nere \...” (Se l’acqua che limpida corre, pag.12), o quello dell’incomunicabilità, della solitudine, tipica dell’uomo contemporaneo per cui può succedere che in “giornate di folla che a stento riesci a \ trovare un cammino ritmato \ in un mattino....\ non ho trovato una stretta di mano”(Angolature, pag.26). Un altro tema che Ananke impone di trattare alla morale e all’etica del poeta è quello dell’emigrazione, retaggio memoriale dei nostri padri e drammatica realtà dei nostri giorni che continuano a vedere ”volti di persone tristi \ anime in pena e pianto” (Io vivo altrove, pag.55). Una raccolta poetica dunque che nel suo insieme svela l’anima del poeta, quale essa è nei suoi ricordi legati al quotidiano infantile e nel suo impegno etico e socio-morale che lo lega all’oggi, in un andirivieni espositivo che sembra seguire un flusso di coscienza che ora s’immerge nel passato,ora nell’oggi, oppure tende a porsi in una condizione di attesa serena per ciò che sarà. Infatti è tardi ormai, il tempo ha leso le energie e all’indignazione e alla denuncia verbale non può più seguire l’azione, né è possibile ottenere rimedi disinteressati: al poeta non resta che attendere e, aspettando che il mondo cambi e la società riprenda ad effettuare l’ermeneusi della vita, continuare spontaneamente ad amare gli altri poiché “camminare insieme apre l’ultima speranza” (Saltare il fosso o coprirlo? pag.44) e in particolare la moglie Marisa, acqua lustrale che purifica e dà forza di continuare e sa anche” sorridere quando l’assurdo incontra la realtà”. (Dammi la mano al sorger del sole..., pag.60)

Recensione
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza