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Immenso

Nella breve silloge, “Immenso”, Vanessa Falbo racchiude l’essenza della sua anima, quale si è esplicata nel percorso di un’intera vita.

Così l’amore per il suo uomo, i ricordi magici che ancora a lui lo legano, la contemplazione della natura ora complice del suo amore, ora estaticamente contemplata nel suo espandersi colorito e vitale, danno sorriso e vita alle pagine bianche, ma anche alla fantasia e alla sensibilità del lettore che insieme alla poetessa ora guarda stupito il sorgere dell’alba, o il volo delle farfalle, melodia di vita eterna o metafora del sorgere dell’amore, perché come farfalla batte il cuore, “quando s’incontra \ il proprio amore” (Farfalle dell’amore, pag.10).

Come Proust in “Alla ricerca del tempo perduto”, la poetessa nel tornare indietro nel tempo , ricorda in pregnanti versi tutto un intreccio di vita, di eventi , di sentimenti e riflessioni che a questi conseguono, così quale proustiana maddalene, basta la vista di “quella piccola\ rosa bianca” perché riviva in lei il ricordo della madre, di quel triste giorno quando intraprese il suo viaggio “verso l’orizzonte \ eterno” (in La rosa bianca, pag.11), oppure a riflettere, quando “le luci iniziano \ ad accendersi \ per tutta la lunga via” (L’attesa, pag.13) in occasione dell’approssimarsi del Natale, sul trascorrere del tempo e a sentirsi per questo con il cuore pieno di malinconia.

Questo ed altro ancora, in una dimensione temporale , vissuta come bergsoniana durata, rivela la poesia di Vanessa Falbo che trova in versi liberi e semplici, ma mirabili per pregnanza semantica, lo strumento più idoneo per fare condividere al lettore la sua realtà emotiva e sentimentale.

Recensione
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