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La rondine e il corvo

E’ un giorno di luglio inoltrato, il sole è rovente e non soffia neanche un alito di vento.

La campagna è tutta gialla, i fiumi singhiozzano appena, le città sono deserte e non si sa dove si nascondano gli umani.

Una povera rondine è in volo, alla ricerca di un seme, di un vermiciattolo con cui potersi sfamare.

“Non ne posso più! Perché il vento non accarezza le mie ali? Volo a fatica, sbirciando sempre in basso, ma non vedo neanche un moscerino per attutire un po’ la fame, né le mie ali resisteranno ancora a lungo. Forse è meglio cercare un albero su cui riposarmi e dormire un po’ all’ombra e poi, poi, prima che scenda la sera, sebbene a pancia vuota, cantare a te le lodi, Signore!

Quanto è grande questa città! Case, case, grandi case! Mostri grigi, scatole luccicanti che al riverbero del sole, sembrano scorrere come le acque dei fiumi del tempo che fu.

Ahimè! E’ solo illusione, non si tratta di acqua che ristora! Oh c’è un mostro volante! E’meglio che scenda, mi accontento della solita antenna se non riesco ad andare altrove. Dio mio, è già qui il mostro volante! E’meglio che scenda a picchiata: sto arrivando, ecco ci sono, sono arrivata!

Ahi, ahi! E’ rovente quest’antenna, non posso poggiare le zampe!”

Un corvo, che si trovava lì di passaggio, appollaiato su una vecchia tegola le dice: – Ehi, sei scema rondinina! Scendi qui, sulle tegole non brucia. –

La rondine scende subito e contenta per l’inattesa compagnia, è pronta a dialogare con lui: – Non si può vivere più, – dice – in questa città non c’è un albero su cui posarsi, non c’è un ruscello da cui bere! –

Il corvo, consumato cittadino, le risponde: – Ih tu fai l’ecologista! Lascia stare, gli umani non pensano neppure al loro futuro e tu vuoi che si preoccupino di noi animali? Non ci considerano neppure, né si accorgono che anche la terra che ci nutre tutti, sta morendo. Fai come me, adattati, altrimenti muori e… finché la barca va…! Sai tra le montagne di rifiuti che gli umani ogni giorno buttano via, c’è sempre parecchia roba buona da mangiare, né l’acqua delle pozzanghere è poi tanto male! –

La rondine di rimando risponde: – Oh no! Che schifo, ma come fai? –

– Tu emigri – continua il corvo – tra un mesetto te ne vai altrove, anche se dubito molto che lì troverai quello che non hai qua, io invece come sopravvivo se non mi adeguo alle abitudini di chi è più forte di me? –

– Oh no, neanche in Africa si sta bene, chissà come finirà! – E così dicendo la rondine riprese il volo: il mostro volante era ormai lontano.

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