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Le stanze del cuore

Il dipinto, “Aurora” di E. Boccacci, si pone apparentemente in perfetta antitesi al contenuto della silloge che non propone l’alba della vita, ma piuttosto il suo tramonto, il suo progressivo incedere verso la fine, tuttavia anche l’età avanzata può essere un’aurora se si riesce a trovare un punto di sostegno, un ‘occasione, una speranza per continuare.

Quando ormai la gioventù è un ricordo si sente il bisogno di aprire “le stanze del cuore,” come recita il titolo della raccolta poetica, per sciorinare momenti di vita che ormai non sono più e riviverli, agognarli come una volta, quando erano futuro, sogno, aspirazione, speranza che avrebbe trovato nel presente la sua realizzazione appagante.

Ma ormai è tutto passato e solo con la fantasia è possibile rivivere ciò che il tempo nel suo trascorrere inesorabile ha portato via: resta solo la solitudine e nel cuore una scatola profonda che come una casa contiene in ogni stanza un cumulo enorme di personaggi, pensieri, emozioni, fatti ed eventi della vita che fu.

Ma nonostante l’amara consapevolezza dell’approssimarsi della fine, il poeta non smette di cercare “altri appigli”e sollecita “il vento \ scaraventare il tempo usato \ oltre l’ossessiva unghiata del ricordo” (Oggi tutto si spegne, pag.52). Una silloge quindi in cui, come Proust in “A la recherche du temps perdu”, Fulvio Castellani torna indietro nel tempo, ma crea nello stesso tempo una particolare congerie temporale in cui il passato come nella visione bergsoniana del tempo- durata, condiziona il presente, determinando nell’hic et nunc una sorta di afasia esistenziale che tuttavia riesce a trovare appigli che gli possano dare voglia di continuare e se “la stampella zoppica \ sotto il peso della solitudine” (Non serve una preghiera, pag, 72),“è bello poter dire \ che il sorriso illumina le lacrime \ e che la luna continua a sollecitare \ la rugiada di un nuovo giorno …” (E’ bello poter dire, pag. 68).

La vita è già di per sé un dono, la speranza di continuare a viverla già la ricolma di significazione, pur nella cospirante presenza di un lungo passato che potrebbe avvilire il piacere dell’esserci. L’opera divisa in due sezioni, i cui titoli: “ Le stanze del cuore” e “Sogni spettinati”, possiamo considerare sintesi semantica degli specifici contenuti, presenta uno stile scorrevole che attraverso una libera versificazione, un linguaggio alieno da ricercatezze lessicali e nello stesso tempo pregnante, permette al lettore di cogliere appieno il sentire del poeta.

Recensione
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