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Randagio in cammino

Randagio in cammino è un’opera surreale e nello stesso tempo di denunzia della condizione subalterna della letteratura e, in particolare, della poesia.

La società di oggi è controllata dal consumismo ed è volta principalmente al conseguimento di gratificazioni materiali che soddisfano l’apparire a scapito dell’essere e che nello stesso tempo favoriscono un’omologazione selvaggia nel momento stesso in cui si pensa di avere conseguito l’affermazione edonistica dell’io. Da questo contesto deriva la caduta nel limbo di quelle espressioni culturali che maggiormente favoriscono la formazione umana e il conseguimento di una spiritualità portatrice di quei valori che avvalorano l’io e contemporaneamente inducono ad amare e a rispettare la dignità altrui.

La fabula tratta quindi un problema reale, ma in chiave fantastico-surreale: Randagio va in giro per campagne e città per diffondere l’amore per la lettura e la poesia, come strumenti che, come già si è detto, consentono la maturazione dell’io e la condivisione e conseguente pratica di valori, espressione di civiltà: l’amore per il prossimo, la pace. Randagio stesso, in fondo, è ospite ben accetto di una famiglia che non lo conosce affatto.

Non è un’impresa facile e il protagonista in una sorta di gratificazione onirica sublima nei sogni la sua amarezza e le sue delusioni. Così Randagio nell’immaginifico onirico vede espedienti fantastici attraverso i quali realizza la sollecitazione alla lettura e all’amore per la poesia. Libro bagnato, Acqua consonante, Acqua vocale, la Landa degli olmi,alberi parlanti, Libellula - signorina TVB, etc ...sono coprotagoniste di altrettante favole che, attraverso l’espediente del sogno ripropongono l’urgenza della risoluzione del problema: educare alla lettura.

Come si può rilevare dall’elencazione di alcuni dei compagni onirici di Randagio, sono gli elementi della natura che, animati, collaborano affinché si riesca a seminare cultura: “Un uomo alza la mano per raccogliere qualche mela, ma appena tocca il frutto una voce esce dall’albero e chiede:- ...hai un libro con te?...Vai a casa , porta un libro, leggi cinque pagine accanto a me e raccogli tutte le mele che vuoi....”

Ma non solo, infatti ogni episodio si apre con una descrizione naturalistica e Randagio insieme al suo cane si muove tra paesaggi ora nuvolosi e piovosi, ora assolati, quasi in consustanziale armonia con essi , per poi stanco fermarsi e sognare, oppure ricordare la sua infanzia, i giochi con cui trastullava l’innocenza puerile. Calogero Cangelosi non dimentica la civiltà contadina che tanta parte ha avuto nella sua formazione umana e culturale e, presumibilmente, deriva proprio da ciò il ruolo preminente che il paesaggio e gli elementi della natura hanno nei vari episodi, così come è da collegarsi ad essa la strutturazione di un linguaggio che, si avvale molto del pastiche, infatti il narrare si arricchisce spesso con termini siciliani che riconducono alla matrice dell’essere dell’autore.

Recensione
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