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Risonanze

Il titolo dell’opera è parola chiave per comprendere il contenuto dei versi. Infatti man mano che si procede nella lettura, sempre più risulta evidente che i versi sono risonanze dell’anima. La vita, la società, la città, la natura si ripercuotono nell’interiorità determinando stati d’animo, pensieri che l’io coglie e con la sua creatività esprime, dando ad essi consistenza poetica. La solitudine dell’io emerge nella variopinta e rumorosa città, luogo di incontri apparenti,” dove la folla conversa \ senza capirsi” (Città- prigione, pag 15) e dove, la sera, il poeta riassapora “ricordi sospesi nel tempo” e solo la luna “con complici sguardi” tocca “le corde  dell’anima” (Lunare solitudine, pag. 6)

Anche tra le mura domestiche la notte non è foriera di serenità e “l’occhio scruta nel buio \ pipistrelli ...\ sorpresi a guardare bruchi neri \ mentre inghiottono uomini e bestie (Attraverso la notte, pag. 4): metafore forti,terribili, evocatrici di tormenti ed angosce che non lasciano dormire, ma all’arrivo dell’alba, talvolta la vita riprende a travolgerci e” afferreremo il cielo a due mani”(idem) , tal’altra, invece, anche “il sole \ aperto s’affaccia col timore di sfolgorare (II canto del mattino, pag. 8). Né mancano le risonanze storiche, là dove ricorda i caduti in guerra e quelle sociali che emergono nonostante la veste metaforica di carattere naturalistico con le quali il poeta le ammanta : “ le nuvole in volo \ mille selvatiche orde \ cavalcano foriere di tempeste...(Al tempo degli agnelli, pag.10).

Spesso protagonista delle risonanze è la natura dotata, come in Pascoli, di vita autonoma, umanizzata si può dire, in consonante sentire con il poeta che sa cogliere in essa le vibrazioni del suo animo: “ Il mare palpitò \ ... \ L’orizzonte in deliquio \...\ e il vento con battito d’ali...(Dal faro, pag.14). Né mancano le risonanze della bellezza muliebre : ti penso pura \ creatura d’acqua \ nella salsedine \ ti distendi\...(Venus, pag. 17); infine non si può non rilevare le risonanze malinconiche che nascono dalla consapevolezza del fluire incessante della vita ( Oltre me stesso. pag. 17) . Un mosaico con tessere diverse quindi,in cui ” ennui et idéal” si alternano e, come Baudelaire , angelo caduto , sa anche spesso prendere il volo e sognare, sebbene il sogno spesso coincide con il ricordo e la progettualità assume una dimensione ultraterrena.

Da ciò la ricerca di una parola piena di suggestioni, più adatta a metaforicamente suggerire che a concretamente definire , scelta per la risonanza psicologica che può generare.

Recensione
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