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Segmenti memoriali

La silloge “Segmenti memoriali” di Stefano Lo Cicero si può considerare insieme una raccolta antologica, poiché raccoglie testi poetici composti a partire dagli anni cinquanta e un testamento di poetica, perché in essa Lo Cicero esprime la sua concezione della poesia e dell’arte in genere.

E’ necessario il climax ascendente, ”poesia-arte” ed allargare così l’orizzonte semantico delle parole poiché il poeta è di fatto un artista poliedrico che con ricchezza d’ispirazione e competenza tecnica sa passare dalla poesia alla pittura, alla scultura e ancora al canto e alla musica. Di tale poliedrica attività artistica è testimone la stessa silloge, che, pur essendo essenzialmente una raccolta poetica, presenta anche frequenti immagini di pitture e sculture e alcune di queste propongono lo stesso tema delle poesie, come se l’urgere della matrice ispirativa trovasse totale appagamento solo in una plurima materializzazione artistica.

Il titolo “Segmenti memoriali” focalizza appieno il contenuto della silloge che propone al lettore una sorta di diario dell’anima. Non è un caso, pertanto, che le pagine del volume, presentino in calce l’anno di composizione di ogni singola poesia, che immortala nei versi atteggiamenti e sentimenti, riflessioni ed emozioni dell’io, quali circostanze esterne o esigenze interiori progressivamente hanno messo in moto, mostrando così un pirandelliano sfaccettarsi dell’io che la stessa immagine di copertina (riproduzione scultura “Offerta d’amore”) propone.

Il poeta “si posa sui macigni della vita \ disgrega tenebre \ irradia luce” (Poeta, pag.28), quindi ha una funzione rivelatrice di verità. L’arte, “fantastica espressione dell’io”, (L’artista, pag.82) consente all’artista tra pascoliani ”stupori di gioie e meraviglia” di esprimere” contrappunti d’anima sospesi \ al filo della propria ragione” e in tale espressione trova “la giustificazione d’esistere” (idem) perché “l’arte nobilita \ il senso della vita \ e delle cose \ l’artista \ ne avverte i richiami \ le pulsioni...\ ...\ che lo portano ad essere \ il protagonista di sé \ e del suo operato,” (L’arte 4, pag.89).

Sotto l’egida di tale poetica che considera l’arte possibilità di pienezza vitale, il poeta si rivela nello sfaccettarsi del suo sentire e delle suggestioni reattive che, come sostiene Binet, il ripresentarsi di stati psichici particolari determina e cerca anche attraverso la parola, la realizzazione piena ed integrale della sua vita. L’evocazione memoriale che porta”in segreto \ remoti pensieri \ di attimi eterni (Respiri di onde marine,pag.42), gli fa rivivere l’amore per la sua donna che, mentre l’abbraccia, lo induce a piangere per la commozione e gl’infonde felicità (Il nostro amore, pag22; Questo mio momento,pag.44), ma non solo, dal passato emerge anche la solitudine esistenziale dell’io che “...sperduto \ nel limbo del giorno,\ risonanza...” non ode “di libero evento” (Pianto di stelle, pag.35) e lo fa sentire “ombra \ tra rocce appuntite \ ...\ caduto a precipizio \ in un magma \ d’indifferenza. (Accarezzando silenzi, pag.66), mentre la riflessione amara sulla realtà storico-sociale del recente passato o dei tempi attuali, lo induce a costatare che “l’uomo annaspa \... nella violenza \ della sua follia \...\ dilaniato dalla sua stessa ragione \ dove si fondono \ rancore ed odio (Mostri senz’anima, pag.54) e “forze coercitive \ disgregano atomi \ d’incestuosi eventi \ che irrefrenabili,\...\ segnano l’ora \ anticipandone la fine (Caos, pag.102) . Dal punto di vista estetico, rilevante è l’uso simbolico degli elementi della natura che, come in Pascoli, sono filtrati dal sentire del poeta.

L’ascendenza pascoliana del simbolismo di Lo Cicero fa sì che non sfoci mai nella chiusura tipica dell’Ermetismo e la significazione complessiva dei testi emerge immediata, consentendo al lettore una recezione e una comunicazione diretta ed empatica con il sentire del poeta. La versificazione libera, i tropi, quali la metafora, l’analogia, l’anafora contribuiscono ulteriormente ad avvalorare e a caratterizzare l’intenso lirismo della silloge.

Recensione
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