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A quasi 150 anni dall'Unità d'Italia, il merito principale di questo libro è quello di aggiungere il lato umano alle date e agli eventi (comunque riportati con precisione). La storia dell'indipendenza e dell'Unità, vista con gli occhi degli 'stranieri'. Ebbene sì, altro merito 'storico' di questo lavoro è il ricordare che quegli eventi non sono stati solo affar nostro. L'indipendenza e l'Unità sono stati eventi che hanno visto come protagonisti in prima fila uomini e donne di buona parte d'Europa. È sempre bene ricordarlo, di questi tempi.

Nello specifico, veniamo a contatto con le avventure della Contessa Giulia, nobile di origine russa, sposata con un ufficiale medico dell'esercito piemontese (a sua volta di origini ungheresi). La coppia, in mezzo a guerre e sommosse, vive un periodo di crisi, al quale il "giornalista" Ferdinand Eber dà il colpo di grazia, corteggiando la contessa, che in un primo tempo gli resiste, ma alla fine cede.

In compagnia del nuovo innamorato (che dopo non pochi problemi diventerà il suo secondo marito), la contessa Giulia vivrà un'intensa stagione di avventure, in quanto Eber non è proprio un giornalista di quelli classici, ma partecipa attivamente agli storici eventi di quegli anni.

Quando però l'avventuriero ungherese si 'tranquillizza' e torna in patria, tentando di intraprendere la carriera politica, la contessa Giulia comincia a sentire il peso della monotonia (per la serie: Gente che non si annoia mai) e decide di tornare in Inghilterra, per collaborare con una rivista femminile. Il marito la lascia partire di buon grado, preso com'è dalla febbrile attività politica, ma presto si renderà conto di un aspetto della vita che i nostri politici di oggi sanno perfettamente: non di sola politica vive l'uomo. Così raggiunge la contessa, per convincerla a tornare a casa.

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