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Appassionata negli accenti è questa "salina" raccolta di Annamaria Ferramosca. Il mare infatti, con il suo portato mitico, il fascino degli spazi aperti, il richiamo alla riflessione e alla contemplazione segna decisamente la prima parte del libro e gli conferisce un afflato lirico-discorsivo, un ambito di raccoglimento e di silenzio interiore popolato dai miti della grande civiltà mediterranea, dai suoi colori, suoni, odori che scorrono quasi in un poema-fiume per le prime 40 pagine. Poi l'Io si muove, di orienta, sussulta, si dis-orienta fra il fragore delle cronache, l'irrealtà del reale intasato da odio, violenza, distruzione, frenesia di potere. Infine ritorna come un'onda a depotenziarsi sulla spiaggia del proprio privato-specchio-del-mondo, dell'oggidiano che vuole redimersi dall'insignificanza cercando un senso nel rito del vivere per mezzo della poesia, con tenacia, con metodo, perché altra via di "salvezza" non è possibile. Il vagare e il tornare, l'immobilità e lo scatto, il movimento dell'Io da un "dentro" a un "fuori" e viceversa, costituiscono pertanto un'odissea, una felice dissipazione che si ubriaca di spazi chiari e squillanti dove l'Io cerca e trova le sue corrispondenze, ma anche di ombre fresche e di riposo, dove la materia dell'esistenza viene indagata con l'occhio di una sensibilità attenta.

Particolarmente riuscite e un buon esempio di questo dialogo fra Io e mondo, sono le descrizioni poetiche di luoghi, personaggi, situazioni, che l'autrice sembra voler collocare con un posto fisso nella sua storia e nel suo ricordo.

<> Tutto questo percorso è come pervaso da fremiti, da trasalimenti emotivi, da intensi afflati lirici qua e là venati da improvvisi e sobbalzanti ritorni alla concretezza prosaica della cronaca e della storia, senza però che quella lirica velatamente onirica e molto accorata possa mai incrinarsi, spezzarsi. E' dunque il mare, il paesaggio mediterraneo, come sfondo e come archétipo anche canoro per lo stesso ritmo delle poesie, che domina il tono dei versi, e fa come da campitura, da orchestra che accompagna i movimenti solistici delle diverse liriche che costituiscono quasi un lungo poema che si snoda in situazioni emotive pur variegate e diversità di temi, vicende, luoghi e tempi.

Lo stile dell'autrice, dopo le diverse positive prove di questi ultimi anni, si riafferma e si fa più sicuro, più pulito e incisivo, il linguaggio è sempre impreziosito a una attenta scelta nel colore degli aggettivi e nella pertinenza significante dei vocaboli.

Tre liriche presenti nella raccolta (Forse con una donna, Montagne, Poeti) sono già presenti sul sito avendo partecipato all'edizione del Premio Turoldo 2004.

Recensione
Curve di livello
poesia 
Autori
Annamaria Ferramosca
Edizione:
Marsilio Editori
Venezia 2006

pp. 112
prezzo: € 11,50

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Poiein.it nr.11/2007
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