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E'
molto importante, per noi maschi, leggere raccolte di poesie scritte da donne.
Di splendide poetesse è, per fortuna, popolato il nostro tempo. Sono persone
che scrivono poco: gli scaffali delle librerie sono al maschile, si sa. Oppure
sono persone che pubblicano poco, che possono pubblicare poco, ma questo
è un altro capitolo della nostra cultura, con i suoi misteri tanto poco misteri,
le sue troppe denunce e i pochi atti conseguenti...
Ma non
incupiamoci: abbiamo davanti questo libro di Annamaria Ferramosca, Leccese che
vive a Roma, la sua seconda opera dopo l'esordio del 1999 con la raccolta Il
versante vero (Fermenti - Roma). Una caratteristica
femminile è la concretezza. La donna vede ciò che l'uomo è più portato a
pensare. La donna è im-mediata e giunge con la sua in-tuizione subito al
centro delle cose. Ciò che a noi maschi sfugge, un ragno in una goccia d'ambra,
una cosetta che siamo portati a considerare magari un po' frivola - immersi come
siamo nei nostri grandi pensamenti per cambiare il mondo - diventa nelle "mani"
sapienti della donna un simbolo uno scatto fulmineo di nessi che vanno a toccare
e a chiamare in causa nientemeno che il silenzio, il massimo punto di
aspirazione della poesia. Oppure può essere il contrario: da questa brama di
silenzio si giunge alla figura pietrificata del ragno - gran tessitore di
trame, di pensamenti verrebbe da dire. Non importa l'ordine: importa
aver stabilito un nesso attraverso la semplicità di un oggetto che allora sta
lì, nella sua immaginata trasparenza, a coagulare un mondo. Solve et coagula,
la regola alchemica dei maghi dell'età rinascimentale, la sapienza delle cose.
La regola di questa poesia della Ferramosca che, attraverso la visione o
re-visione del mondo che gli sta intorno, stabilisce nessi e dialoghi fra un
mondo interiore e soggettivo del lettore e un mondo esteriore, così che i due
mondi si compenetrano e il lettore può tentare questa operazione mentale di
ri-collocarsi in un mondo che, in ultima analisi, è fatto anche da lui stesso.
Così il nome "isola" si concreta in simboli e richiama l'inquieto che essi
rappresentano (la poesia è stata scritta, avvisa la poeta, mentre di là
dall'Adriatico si faceva guerra).
Dunque, non è soltanto l'attenzione al particolare, non è soltanto l'ossessione
della parola (che caratterizza parecchie poesie), non è soltanto la narrazione
di vicende di vita vissuta - che, in ultima analisi, poco ci coinvolgerebbero -
ma è soprattutto questo diverso sguardo sulle cose, uno sguardo che forse
solo le donne possono avere, il pregio più genuino della poesia di Annamaria.
Ma perché soltanto le donne possono avere questo sguardo? Perché ad esse è
stato delegato il ruolo sociale che più ha a che fare con il concreto
quotidiano, dalla procreazione della prole, alla creazione di un ordine e di una
scansione legata alle esigenze pratiche della famiglia, al sobbarcarsi i mille
quotidiani aspetti del vivere concreto, senza i quali vivremmo ancora,
probabilmente, in maniera primitiva, dal punto di vista del vivere concreto.
Perché la "civiltà" dell'uomo non passa soltanto da quello che egli conosce, ma
anche da come si veste, che cosa mangia, dove vive, come vive, ecc., dalla
concretezza del suo corpo immerso nelle cose. Anche questo e, forse
soprattutto questo, è il segno della sua cultura - cultura che solo le donne
hanno, per così dire, impressa nel loro patrimonio genetico.
I
testi poi sono stati tradotti in inglese (non so giudicare la traduzione, poiché
non conosco questa lingua) da Annamaria Crowe Serrano, una poetessa che vive a
Dublino, insieme a Riccardo Duranti, un poeta che vive a Roma (miracoli di
Internet...), così che il volumetto acquista la notevole dimensione di 120
pagine.
Dal
punto di vista metrico, il verso della poeta è caratterizzato anch'esso da un
qualcosa di corporeo, ossia dal respiro fisico, con abbondanza di accenti
forti (un verso quindi non etereo e sfuggevole, ma presente e plastico).
Buona
continuazione, Annamaria, nella scrittura.
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Recensione |
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Porte / Doors
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poesia
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| Autori |
| • | Annamaria Ferramosca |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2002 |
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| Prefazione di Paolo Ruffilli. Nota di Anamaria Crowe Serrano. Versione inglese di Anamaria Crowe Serrano e Riccardo Duranti. - pp. 128 |
| prezzo: € 10,33 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.5/2006
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