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In prefazione a questo aureo libretto, Fulvio Castellani riconosce al Nigro quei tratti salienti e caratterizzanti che, fin dalle prime prove giovanili, misero in luce le particolarità espressive della sua scrittura. Ed afferma che "un autore diventa tale solo in età avanzata, quando cioè ha maturato esperienze di vita e scritto non poche pagine meritevoli di essere rivissute".

Sicché, dopo avere "messo in vetrina poesie, racconti e pensieri legati ai primi passi letterari, egli passa al teatro con questi Preludi che rivelano in lui un "dettato accattivante, sagace, ricco di spunti critici, di verve, di situazioni a mezzo tra il reale e il fantastico".

Questa volta, egli ci presenta un Atto unico dal titolo "Un padre sagace", in cui agiscono Don Ferdinando (il padre, appunto), la moglie Marta interessata eccessivamente al denaro ed alla ricchezza, la figlia Margherita innamorata del giovane Renato, disgustata dal mellifluo pretendente Don Carlo, Nicoletta che, invece, di quest'ultimo s'invaghisce, rifiutando lo spasimante Michele. E tutto questo, in un intreccio di casi, mentre la vicenda si snoda in un procedere brillante e divertente.

Non manca il piglio critico, da parte dell'autore, che osserva acutamente la realtà, spesso irridendo costumanze e volontà speculative dei personaggi, mentre si diverte egli stesso a prendere di mira i costumi di un'epoca in cui non mancava l'ipocrisia sociale, la finzione che superava in varie sequenze, le immagini della realtà oggettiva. In primo piano, l'autore delinea nei colori più divertenti, la frivolezza delle donne, le superficialità degli uomini, la pochezza di una società che volge irrimediabilmente al suo declino. La sicilianità di Pietro Nigro non appare oscurata dalla vivacità del movimento in cui i personaggi giocano a modificare la loro sorte. Questi documentano, tra giovinezza e maturità della vita, gli esiti degli inganni, della leggerezza sociale e dello scorrere lento e fatale dei giorni della vita. Tredici Scene offrono all'azione voluta dall'autore il clima necessario allo sviluppo psicologico e sociale, morale dell'azione che fluisce scorrevole e garbata, nell'Atto unico comprensivo, attraverso le apparenti contraddizioni degli uomini e delle donne, esemplari soggetti di una piccola borghesia che si volge fatalmente al tramonto nelle forze emergenti dell'economia e della vita stessa della polis.

 

Recensione
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