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In questo Dual Poems. Poesie a due voci,
come da sottotitolo, le due autrici, entrambe di nome Annamaria, in antefatto
pronunciano un'identica Premessa, l'una da Dublino (2005), scrittrice irlandese
emergente, tradotta anche all'estero, l'altra da Marbella (2005), la quale
tuttavia vive a Roma, dove svolge attività di nutrizionista comportamentale,
collabora con varie riviste letterarie, pubblica libri di poesia con diversi
editori italiani. Queste loro composizioni sono, qui, chiarite da interessanti
traduzioni a cura di Riccardo Duranti, e si presentano semplicemente come "Versi
a due mani. Poesie in coppia" . D'altra parte, si chiarisce che, "comunque le si
voglia chiamare, queste strofe alternate in due lingue nascono come idea a
Dublino, dal fortunato incontro con la mia omonima amica, durante un mio
soggiorno in quell'atmosfera dublinese, così stimolante per chiunque scriva.
Ciascuna nella responabilità della propria lingua nativa che l'altra comprende;
ciascuna sicura, ad ogni incipit lanciato senza competizione, di avviare un
dialogo misterioso oltre la barriera linguistica, entrambe con il desiderio di
aprire una nuova porta alla curiosità e alla meraviglia". Del che, l'Annamaria
di Marbella continua ricordando che detto colloquio è proseguito a distanza,
anche via e-mail, "lungo i ventitre tentativi" che le hanno convinte a
pubblicare questi piccoli passi di verità – la nostra – come prova di fiducia
nella parola che non smette di suggerire come orientarci di fronte alla
complessità del mondo".
Si tratta, dunque, di un mondo amicale, della
nascita entusiasmante di un sentimento forte e condiviso carico di stupore, di
quella magica impronta amorevole, se non amorosa, la quale, ogni volta, sorge
dall'improvvisa scoperta dell'essere umano quando si sente, senza averlo
sicuramente preventivato, capace di mettere in moto l'immaginazione, di colorire
le sensazioni, avviando a quel senso del nuovo che spalanca tutte le possibilità
dell'avventura alla fantasticheria verso un misterioso e magico, quanto
indistinto futuro. Il quale mondo viene a tradursi in un ritmo di poesia che si
appunta sulla tematica vagabonda del viaggio, sulle impressioni vitali, in terra
straniera specialmente, complesse e sempre più complicate che s'intrecciano e
cercano la loro realizzazione, oltre tutto, nella parola senza confini, nella
polisemia dei versi che, unendosi e scomponendosi, offrono allo stesso
incrociarsi delle due esperienze femminili l'alone dell'assolutezza,
dell'imprevedibilità, della possibilità appena sfumata del dolore, quanto mai
attraente, e della inevitabile separazione.
Nel gioco dei sentimenti, i due linguaggi
poetici, come le stesse due lingue canoniche, l'Italiano e l'Inglese,
s'intrecciano, si sovrappongono, si alternano, nel quadro vivace del paesaggio
inusitato, dimostrano di potersi effettivamente mischiare nella consonanza del
ritmo e del pronunciamento sentimentale. Come quando leggiamo: "Onniveggente la
montagna muove | attraverso le felci, la nostra pena, uno slargo nel cielo ||||
seguendo il cordone ombelicale | che ci porta là dove siamo – destino | e
destinazione – | alla fine, a chi siamo". (p. 9).
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Recensione |
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Paso doble. Dual Poems
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poesia
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| Autori |
| • | Annamaria Ferramosca |
| • | Anamarìa Crowe Serrano |
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Edizione:
Empiria
Roma 2006 |
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| Traduzioni a cura di Riccardo Duranti - pp. 64 |
| prezzo: € 12,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.6/2006
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