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Quest'opera, a cura di Cristina Contilli e di Ines
Scarparolo, s'inquadra in un progetto assai interessante, quello di "Riscoprire
l'Ottocento", al quale è dedicata la stessa Collana, edita dalle edizioni
torinesi di "Carta e Penna", già ricca di autorevoli nomi, i cui testi antichi
si trovano, tutt'ora conservati in raccolte bibliotecarie esclusive e, spesso
rare, come questi di cui trattiamo, per i quali le curatrici ringraziano la
Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza.In antefatto, "La vita", primo capitolo
dei quattro che, unificandosi nella loro totalità, riguardano la scrittrice
Vittoria Madurelli la quale ci ha lasciato una sua autobiografia nel suo La mia
vita, stampato nell'ultimo fascicolo dei suoi Versi, edizione del 1827.
Hanno
sicuramente una loro suggestione particolare queste opere che emergono dalle,
anche se non eccessivamente lontane, profondità della nostra storia civile e
culturale, e merito va sicuramente dato, oggi, all'Assessorato alle Pari
Opportunità del Comune di Vicenza che, nella figura dell'Assessore Francesca
Bressan, ha promosso la realizzazione di una Mostra dedicata alla riscoperta di
personaggi femminili vicentini. Nata in Vicenza, da nobile famiglia, nel 1794,
così si descrive: "Ho il busto in belle forme armonizzato, nera la chioma e ho
pur l'occhio nero, il guardo muovo altero.." e dice, di sé: "Più che all'ago e
al telaio d'Aracne, mi sentiva esser nata agli studi di Pallade; quindi la mia
sola occupazione la lettura, lo scrivere... Giunsi per cotal modo, guidata dal
solo genio, nell'età di dieci in undici anni, a concepire a sufficienza una
lettera e a far de' cattivi versi, che destavano però stupore in chi potevasi a
leggerli..." Negli anni successivi viene educata nel nobile Monastero
dell'Aracoeli, da cui esce a quattordici anni, quando l'Istituto viene soppresso
per decreto napoleonico. Ben presto, dolorosi avvenimenti la colpiscono .Suo
padre (che conoscerà anche il carcere) e suo fratello, col nuovo regime perdono
il lavoro, gravi difficoltà economiche colpiscono la famiglia. Sposa
l'architetto Giovanni Battista Berti, vedovo e padre di quattro figli che
l'amerà sempre teneramente e favorirà la stampa dei suoi libri. Ella muore nel
1841. Prima d'ora, nessuno si era occupato della sua produzione. Questa, nel suo
complesso, riguarda gli Epigrammi di Dafide Eretenia (1824), la raccolta di
Versi (1827) che presenta una maggiore varietà e compattezza di temi e
nello stile. In lei, rimane forte la formazione arcadica, ma si notano anche
contaminazioni con testi romantici.
Ha pubblicato, inoltre, Canzoni, La
festa della ruota (poemetto in terza rima) del 1828, ed altre minori. Si nota
come il legame della Madurelli con la propria città e con le sue tradizioni sia
ben testimoniato dal poema della Ruota (che ebbe due edizioni, del 1823 e del
1833), dedicato ad una tradizionale processione vicentina. Si dà atto, in questa
sede, anche dell'itinerario culturale delle due studiose, Cristina Contilli e
Ines Scarparolo. La prima, nata a Camerino (1977), si occupa di poesia d'amore
al femminile e di letteratura dell'Ottocento per le Edizioni Carta e Penna, per
la quale, ha pubblicato varie raccolte di poesia tradotte anche in lingua francese
ed ha illustrato vari autori, italiani e stranieri.La seconda (1946), fa parte
del Cenacolo Poeti Dialettali Vicentini ed ha pubblicato, fra l'altro, otto
libri di poesia ed un libro di racconti.
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Recensione |
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Vittoria Berti Madurelli: dall’Arcadia al Romanticismo, il percorso di una poetessa vicentina dell’O
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poesia
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| Autori |
| • | Cristina Contilli |
| • | Ines Scarparolo |
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Edizione:
Carta e Penna Editore
Torino 2006 |
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| pp. 32 |
| prezzo: € 6,50 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.8/2007
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