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Ai quattro venti

22 luglio 2021

Libeccio

L’aiuto che viene di lontano
segue il cammino fatto
scrutando il segno del comando
mentre i numeri intessono liberticidi
con le parole i deserti.

Alfine giungono nel loro itinere
alle onde di un pelago fecondo
che ricorda così una smisurata terra arata,
ma del color del cielo,
come sembianza di vita vissuta
più con disprezzo che con onore.

Ma quell’acqua redentrice
diviene un sepolcro
quando l’ancora a sostenere
il guscio fermo tra i marosi
è vana se priva di catena.

Il libeccio padrone delle onde
infuria e sprofonda giù ogni cosa
e puoi tornare in vita
unicamente d’altrui ciambella
capitata per caso all’affiorare.

Ponente

Oggi e come sempre
nel continuo divenire del presente,
su questa terra dai nuovi comignoli,
succedono le quieti alle tempeste
tali al plenilunio il buio.

Sul quotidiano appiccico
latita di nuovo il sole
dopo questa specie di notte
quando dormono i cani
e la pioggia battente già lava le vene
ed all’anima le incerte catene.

Un aggruppato tramonto
dal continuo scrosciare
s’abbandona fidente al canto del mare,
al salso dell’aria strappata,
all’umido esausto del cielo.

Sordo riflette il ritmo dell’onda
che scorge la luce morente,
ma nella rincorsa del soffio di vento
continuo ripete insistente:
“ E’ il Ponente, è il Ponente !”

Maestrale

All’incontro, quale risorgiva ti incunei
negli anfratti del cuore e del pensiero
mentre la stretta ad una mano
è sigillo nella ceralacca.

Ti guardo scarmigliare i capelli,
al vento di maestrale
mentre la sera estingue
il sorriso del sole
che mi ha visto tuo
un'altra volta.

Mi sono denudato in te
col soffio di quel vento.
Ti ammanto ora con l’abbraccio
che vaporosa rugiada ti circonda
cingendoti d’alloro con un verso
dedicato al tuo nome.

Ti avvampa appagato il viso
che genera delicatezza
e mentre ti lasci ancora andare
nel bacio, socchiudi appena gli occhi
a sicurarti che il mio sapore
non sia unicamente sogno.

Donne se ne incontrano che sono
segni a matita, solchi nella cera,
o graffi nell’acciaio, ma esistono
pochissime che marchiano l’anima
come un tatuaggio che non ti togli più.

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