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Sette storie al femminile

Giorgina Busca Gernetti è un'artista raffinata e colta che ha fatto della ricerca ininterrotta del perfetto equilibrio tra il bello e il vero la sua ragione di vita. Mai sazia di conoscenza, infatti, ella continua a esplorare l'universo della scrittura per individuare il giusto rapporto tra innovazione e tradizione, tra sperimentalismi del presente e modelli del passato ancora capaci di svelare segreti, strategie e ragioni della letteratura autentica: quella che evita di strizzare l'occhio alle mode effimere e alle improvvisazioni dannose e generatrici, specie nei giovani, di equivoci e disorientamento. E non si ferma alla scrittura. Versatile e attenta a tutti i linguaggi, l'artista lombarda, è avvezza muoversi, con magistrale perizia, in altri ambiti: la pittura, l’architettura, la musica classica, la danza. È altresì un'osservatrice attenta della natura di cui sa leggere i segni, il linguaggio segreto, l'intima armonia che lega anche il più piccolo filo d'erba all'intero universo ...

Qualche anno fa, nel recensire Parole d’ombraluce, una sua coinvolgente ed elegante raccolta di versi, edita da Genesi, scrissi: " ... il prendere atto dell'ottusa ineluttabilità del male radicato come inestirpabile gramigna dentro gli uomini e le cose, mai si trasforma in un alibi atto a sostenere le ragioni della resa. Giorgina Busca non cede alla rassegnazione. Lei conosce la formula segreta per trasformare le parole in musica vivificatrice e sublime. Questo le dà vigore, la rasserena. Vincerà, dunque, la solitudine e la malinconia plumbea dell'inverno. Varcherà la soglia dell'Inconoscibile". Ero rimasto colpito dallo spessore culturale in cui si radicavano i versi e dall'alta tensione etica sottesa al messaggio veicolato dal libro.

L’esplorazione dei racconti mi ha dato ulteriore conferma del valore di un'artista le cui risorse estetiche sono ampie e tali da consentirle di muoversi anche nella prosa con grande disinvoltura. I suoi racconti, brevi e privi di virtuosismi, rispecchiano in pieno il suo universo valoriale e traggono giovamento e musica dalle abilità e dall'esperienza accumulata nel produrre versi senza mai smettere di rileggere i grandi del presente, ma anche e soprattutto quelli delle letterature greca e latina. La prosa, sorretta da grande misura, nulla concede alla banalità e all'improvvisazione; e, soprattutto, è costantemente tesa a creare l’indispensabile sintonia tra ragione e cuore, storia e metastoria, reale e fantastico, umano e divino ... Leggendo le storie di Giorgina Busca Gernetti, ho avuto modo di costatare che, come è abituata a fare nella poesia, anche nella prosa procede per sottrazioni, elimina il superfluo, sliricizza, forte di quanto realizzato da Leopardi nella poesia e da Manzoni nella prosa. Da quest'ultimo poi la scrittrice ha saputo mutuare il tono medio ...

La bella antologia, curata da Ivano Mugnaini, un intellettuale serio sempre attento a valorizzare le voci più genuine del nostro tempo, inizia con ben sette racconti di Giorgina Busca Gernetti, che è l'autrice più presente nella raccolta.

I lettori si lasceranno conquistare facilmente dalla scrittura di Giorgina Gernetti. Via Pirandello, Una lettera d'amore, Amore e morte nel Castello di Bardi, Fuochi d'artificio, Profumo di Haiku, L’ultima lettera di Fatima, Miraggio a Segesta ... narrano storie capaci di lasciare il segno nella mente e nel cuore. Livia che, con il suo cavallino nero ancora intatto tra le mani, finalmente raggiunge il marito in via Pirandello; il professore Ferri, valente psicanalista e Giorgia, terrorizzata dai fuochi d'artificio che fanno riemergere dal suo inconscio ben altri e assai più terribili fuochi; Lucia che, grazie a Mara, riesce a scrivere un haiku, smettendo finalmente di essere una monade senza porte e senza finestre; Zaira, che quando giunge la lettera della sua Fatima, non sa più se ridere di gioia o scoppiare a piangere; Fatima, il cui corpo ripescato nel fiume, viene identificato a fatica, grazie a una minigonna rossa, un top viola e lunghi stivali neri; Elena, a Segesta, e la sacerdotessa, col suo cesto di frutti della terra da offrire al sole ...

Personaggi ben delineati si muovono con disinvoltura su un palcoscenico dove ogni elemento è in perfetta sintonia con lo spirito della rappresentazione. Perciò rimangono impressi e riescono ad accendere nel lettore il desiderio di rileggere. E questo è un desiderio che, purtroppo, nasce sempre più raramente in chi ha il vizio di frequentare la narrativa contemporanea.

Recensione
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