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Alleluia in sala d'armi. Parata e risposta

La satira è uno strumento per deridere personaggi, vizi pubblici, concezioni ed atteggiamenti comuni a tutta l’umanità, è l’arma del ridicolo per antonomasia; infatti, fin dall'antichità è stata utilizzata per poter dire quello che si voleva in maniera sarcastica e pungente. E' proprio in questo modo che la rubrica, pubblicata sulla rivista Pomezia-Notizie, si svolge per due anni, dall'aprile 2012 all'aprile 2014. Il tutto è iniziato per caso con Rossano Onano che ha inviato alcune righe a Domenico Defelice: “ 'Grazie a Celentano qui oggi stiamo parlando di Dio', spiega soddisfatto Don Mario nel salotto di Mara Venier. Veramente, ma fa lo stesso, si stava parlando di Celentano che stava parlando di Dio. Nel salotto di Mara Venier. Chissà Dio come si sarà sentito importante”.

Arrivate già in fase di correzione di bozze, il Defelice senza pensarci troppo risponde in versi, quindi il botta e risposta dei due inizia in questa maniera e subito diverte ed intriga i lettori della rivista; per un paio di anni i lettori si deliziano dalle argute conversazioni, duelli infiniti e divertenti come li definisce Giuseppe Leone nella prefazione del volume. La modalità con cui si consolida lo strano duetto è tra prosa e versi; Onano scrive in prosa mettendo in evidenza fatti che sono accaduti durante il mese ed in qualche modo lo hanno scosso, stupito, divertito o disgustato e Defelice risponde in versi. E' un dialogo sarcastico, pungente tra “parata e risposta” che ricorda le cosiddette pasquinate romane, ossia satire brevi scritte contro i papi o contro persone o costumi che erano all'epoca biasimate, scritte dapprima in latino, più tardi in italiano o in romanesco, attaccate poi alla statua che tutti chiamavano Pasquino. L'abilità del Defelice è stata quella di rispondere in versi, senza troppo pensarci, lui stesso dice: “Mistero anche per me riuscire a risponderti a braccio. Niente tempo per meditare”.

La rubrica chiude la sua breve esistenza così:

“Oggi non ha la scuola punti fermi;
come la Chiesa, come la famiglia.
Gli insegnanti si dicono moderni
quando ne son lontani mille miglia;
conigli sono, inermi; son caconi
che, in pratica, rinnegano la propria
per non dar torto ad altre religioni”.

Scrivere mediante la modalità del sarcasmo permette di esporre i fatti in maniera più tagliente, sembra quasi che le notizie facciano più male e riescano a scuotere gli animi; il lettore ne rimane, in un primo momento divertito, in un secondo momento amareggiato e la coscienza rimorde inducendoti a riflettere con serietà.

Recensione
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