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Kenya

È uscito un nuovo romanzo di Paola Commissati Bellotti, si intitola Kenya, presso le Edizioni del Leone di Venezia (pp. 256, € 18). Romanzo esotico, ambientato appunto in Kenya, come dichiara fin da subito il titolo, in un paese dal caldo clima favorevole, dalla natura rigogliosa, occasione per suggestivi safari. Ma l’argomento è drammatico: c’è una giovane donna in coma, azzannata da un leone mentre riposa dopo una lunga corsa a cavallo nella savana. E l’intero sviluppo della trama è il dialogo tentato con lei, che pare non rispondere, da sua madre, che invece non si arrende e si sforza di penetrare nel silenzio che avvolge la figlia.

Ho letto altri tre romanzi di Paola Commissati Bellotti, nel corso degli anni: L’isola di Amudir (2003), La freccia di fuoco (2004), A Théresant Hill (2012), ma nessuno dei tre assomiglia a quest’ultimo. Lo stile, intendiamoci, è sempre quello di prima: una scrittura densa, personalissima, anticonformista. Ma, in Kenya, la storia si interiorizza più che negli altri, dietro all’impulso di un interesse di specie spiritualista. Nel serrato testa a testa tra madre e figlia, infatti, si compie il miracolo di una comunicazione telepatica che porta a una introspezione profondissima, resa possibile dall’amore che lega nel sangue le due protagoniste.

Giustamente si sottolinea nel risvolto che il romanzo che ha l’incanto del dramma lirico e i ritmi della tragedia greca, perché effettivamente la materia altamente drammatica riesce a trovare un superiore e vincente ritmo poetico, nel calibratissimo racconto che si snoda lungo le pagine, affascinando e coinvolgendo il lettore.

Può darsi che siano le donne le lettrici ideali di questo romanzo, per tutta una serie di temi e di sfumature che le rendono cointeressate, ma credo che anche i lettori uomini possano trovare occasione di adesione nella storia di questa esperienza di premorte.

Recensione
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