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Parlare di Guido Pagliarino, saggista, narratore, poeta, non è impresa facile poiché il suo sapere si avvale di anni di studio e di approfondimento. Egli è un credente con una vasta preparazione storica, biblica e letteraria. Se esaminiamo i suoi scritti sul Cristianesimo ci accorgiamo immediatamente che questo è materia solo apparentemente conosciuta per molti che si dichiariano “cristiani” o, in particolare, “cristiani cattolici”.

Questo scrittore nei suoi saggi riversa, con molta passione, quanto ha letto e ponderato in merito, in un’infinità di volumi dei più disparati autori, leggendo testi dagli antichi fin ai contemporanei, soprattutto questi ultimi riferentesi al Concilio Ecumenico Vaticano II; l’ha fatto con precisione, non lasciando nulla al caso. Ha considerato fra l’altro le eresie (= scelte diverse) e in primo luogo quelle gnostiche, sorte durante i duemila anni dall’inizio dell’era cristiana a oggi, che tutte si discostano dalle testimonianze, dopo la morte e Risurrezione di Gesù, dei suoi apostoli, date oralmente e quindi raccolte, già nel corso della seconda metà del I secolo, e convogliate nei 4 canonici Vangeli di Luca, Matteo, Giovanni e Marco e negli altri Libri neotestamentari, tutti sostanzialmente concordanti, con alcune differenze marginali dovute ai differenti testimoni, le quali danno il genuino sapore dell’autenticità, e tutti d’accordo basilarmente con la prima tradizione orale apostolica.

Nelle opere di Pagliarino ci viene spiegato il motivo per cui molti pseudovangeli, tutti postumi ai canonici, non sono stati ammessi dalla Chiesa: i Libri canonici sono scelti come autentici non ai vertici, dai Vescovi, ma da tutto il popolo dei credenti, cioè l’intera Chiesa: è l’uso di quegli stessi Testi da parte di tutte le comunità cristiane (cosiddetto Sensus Ecclesiae), mentre diversamente altri libri sono usati solo da alcune chiese, che porta a stabilire, di fatto e non ufficialmente, il canone; ufficialmente ciò avverrà solo durante il Concilio di Trento, proprio basandosi sul dato di fatto dell’uso generale nella prima Chiesa.

Con la Nuova Religione Cristiana, s’era detto, immediatamente sorgono molteplici eresie, in primo luogo quelle degli Gnostici, queste forse preesistenti al Cristianesimo nella loro essenza, eresie che solo apparentemente si avvicinano al pensiero cristiano, ma per manipolarlo e imporre un diverso credo che tanto si discosta dalla predicazione apostolica.

Eresie anche comprensibili, d’altronde, quando una religione rivoluzionaria come quella cristiana, che rende davvero libero l’uomo e il suo spirito, che chiama e considera ogni essere umano “figlio di Dio”, si forma e si impone su di un paganesimo ancora ben vivo, in una società dove la schiavitù al peccato è la normalità dell’esistenza, malgrado il pensiero filosofico formidabile della Grecia, già classico ai tempi di Gesù, in cui è presente il concetto di anima, però, dove non c’è quello del Dio cristiano, ch’è l’Amore stesso creatore e provvidente; ad esempio, com’è noto, nel platonismo, e poi presso gli gnostici che ne traggono linfa, è centrale invece l’idea d’un Demiurgo maldestramente manipolatore della materia, secondo le platoniche Idee eterne e immutabili, con la conseguenza d’un mondo assolutamente imperfetto e soggetto al mutamento: un Demiurgo tutto sommato indifferente alle istanze umane.

Nulla a che fare, dicevo, col Dio Padre amante della sua creazione e delle sue creature dell’Antico e poi, assai più chiaramente, del Nuovo testamento che invia in terra il suo Figlio unigenito, seconda persona della Trinità, Uomo nella carne e nell’anima e Dio nello Spirito, che accetta la Passione per la redenzione del mondo. Eresie le più disparate che si mantengono anche ai giorni nostri, tra l’altro, con la nuova moda New Age vissuta e divulgata in tante opere.

Quest’autore, con molto coraggio e con molta perizia, ci porta a conoscere la storia della Chiesa Cattolica dalle sue origini ai giorni nostri, in cui troviamo nei primi secoli i Padri della Chiesa e i primi determinanti Concili, venuti dopo la precocissima formazione del Nuovo testamento.

Una domanda dev’essere posta: a chi si rivolge Guido Pagliarino?

La risposta viene dall’autore stesso: egli scrive tanto per le persone cristiane credenti, ma che non conoscono la storia e il pensiero del Cristianesimo, quanto per i non credenti e tra questi, in modo particolare, per coloro che non hanno una fede ma che la cercano: conoscere il vero Cristianesimo, al di fuori di luoghi comuni erronei che circolano con leggerezza, è indispensabile; ed è ancora lui, con l’importantissima ricerca svolta ed espressa nella pentalogia dei suoi saggi sul Cristianesimo, a indicarci la Storia come principale via per giungere a Gesù e alla Sua umanità commovente, a quelle Parole che ancora e sempre illumineranno gli angoli bui della nostra anima.

Gesù si fa uomo in vera carne in Maria vergine, unica donna concepita come lui senza il peccato originale (immacolata concezione di Maria nel grembo di sua madre, dogma che è confuso, da alcuni, col fatto del concepimento verginale di Gesù); egli viene tra noi in povertà, senza orpelli e regalità apparente, rifiutando l’inutile pompa terrena; egli ci conforta e ci parla in modo comprensibile, si fa grande nella sua umiltà, conosce i nostri animi turbati, i nostri più intimi pensieri e ci indica una via luminosa per giungere al Padre. Per conoscere il Padre occorre conoscere il Figlio. E per rivolgerci al Padre, Gesù ci regala la più bella delle preghiere: “Padre nostro, che sei nei cieli…” e così ci fa conoscere quanto sia amorevole Dio, che, quando lo preghiamo o lo invochiamo, ci risponde: “Chiedete e vi sarà dato”.

Gesù nell’ultima cena si mette il grembiule e lava i piedi agli apostoli: “Nel lavaggio dei piedi attuato dall’uomo Gesù, che per il Cristianesimo è anche Dio, abbiamo un’inversione dei ruoli, egli s’abbassa a servo e si prodiga per i suoi. Un capovolgimento di posizioni sociali che dovrebbero invece assolutamente rispettarsi in quella cultura: allo ‘status’ di capo deve corrispondere il comandare e l’essere servito, non il servire. I discepoli-servi acquistano così pari dignità col Signore-Maestro, e infatti Cristo in quest’occasione afferma di considerarli da allora in poi amici, non servitori……Essi devono imitarlo. È un ordine espresso ch’egli dà loro: ‘Anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché come ho fatto io facciate anche voi’ ”(Gv.13-14 s.) Si tratta di un preciso dovere per un cristiano, non d’una facoltà: si è cristiani solo se si obbedisce a quest’ordine divino (da Il Dio Col Grembiule, II ediz., Boopen Editore, 2007)

Gesù conferma il Vecchio Testamento richiamandone il precetto: “Ama il tuo prossimo come te stesso”, un comandamento che viene subito dietro a quello, pure veterotestamentario, dell’amore a Dio, anzi che finisce col coincidere con esso, dato che amare il prossimo significa anche amare il Dio incarnato-Gesù uomo, così com’egli ama noi.; ma Cristo aggiunge d’amare pure il nemico! D’amare gli altri com’egli stesso ci ama, non di meno. “Ricordate: gli ultimi saranno i primi”; l’ultimo nostro prossimo bisognoso al quale non rivolgiamo il nostro sguardo e cui non diamo il nostro soccorso sarà prima di noi nel Cielo.

Inoltre Guido Pagliarino dice chiaramente: “noi possiamo fare il meglio nella nostra vita, ma è comunque sempre e solo l’amore di Dio che ci salva, non potremmo salvarci da noi stessi, per quante opere di bene facciamo e che comunque sono necessarie”: necessarie perché ce le ha ordinate Cristo stesso. Grazie a lui noi moriamo nella carne e risorgiamo di natura pneumatica, “gloriosa spirituale”, senza più alcun difetto materiale, nella gioia della visione Celeste (Nuovo Testamento, 1 lettera di Paolo ai Corinzi); non tutti sanno però che in tale visione beatifica non ci si annoia di certo, come Dio vuole si collabora con lui, senza soggezione al tempo, operando in tutti i tempi della Storia: persino collaborando alla creazione del mondo insieme al Figlio, nel cui seno i beati sono accolti: Chiesa trionfante.

La Chiesa – militante – siamo tutti noi anche di qui, con il testimoniare Gesù nella nostra vita quotidianamente.

Coloro che invece perseguono il “male” e non arretrano davanti ad alcuna bassezza, che compiono misfatti, delitti, che non provano un ripensamento ed pentimento vero, alla fine della loro vita non risorgeranno, saranno annullati completamente nella morte eterna: nessun inferno alla Dante, secondo un ragionamento biblico-teologico troppo lungo per riportarlo qui, ma che il lettore interessato ad approfondire troverà nell’ultimo saggio pagliariniano, E’ Uomo:

E’ Uomo, la cui seconda edizione è del 2007 per i tipi della Boopen Editore, è un libro che ci conduce per mano dall’inizio dell’era cristiana ai nostri giorni, libro da leggere, meditare e forse studiare. Ricchissimo di citazioni, esso completa la precedente tetralogia, composta dai quattro saggi: La vita eterna. Saggio sull'immortalità tra Dio e l'Uomo, pubblicato nel 2002 – Gesù, nato nel 6 a.C., crocifisso nel 30 (2003) –  Cristianesimo e gnosticismo (2003), tutti per i tipi della Prospettiva editrice – Il Dio col grembiule seconda edizione 2007, Boopen Editore.

Tutto quanto interessa il vero Cristianesimo ci viene insomma rivelato dalla lettura attenta dei saggi di questo importante scrittore, e alla fine ci si domanda com’egli abbia potuto leggere e ritenere tutto il suo sapere; la risposta che viene è la seguente, grazie al suo grande amore per Gesù, di cui richiama con delicatezza d’animo il sacrificio umano della Passione e della morte sulla Croce in obbedienza al Padre, per la salvezza di tutti noi.

Cristo E’ Uomo vero e, risorgendo Glorioso Spirituale, ci dimostra d’essere Figlio del Padre, egli stesso vero Dio.

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