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La rosa, la cosa, l’’anarchia del verso

Questa silloge poetica di Antonietta Fragnito si apre con una breve ma significativa. Prefazione.

Segue un pensiero di Pier Paolo Pasolini che analizza il significato di poesia come il risultato di mille schegge di una pietra preziosa

L’analisi di questa silloge indica innanzi tutto una qualità peculiare dell’autrice: Una sua unicità.

La poetessa utilizza il verso e lo fa proprio coinvolgendolo nella vita reale. Le memorie, gli affetti sono la materia prima per un impasto dove il lievito della poetessa rigenera in un ensamble vitale, la vita quotidiana, le memorie che in lei sono presenti inalterate nel tempo, solo le rimodella nel modo più affettuoso come in:

A mio padre:

Ho steso un fazzoletto di te sull’erba /
ti ho perduto in una tazza di terra / Ora le margherite ti allacciano le scarpe.
Ecco il finale è rigenerato con la bellezza di fiori spontanei campestri,
un modo per guardare questa tomba come qualcosa di vitale del padre con il mondo vegetale.
Saltando alcune pagine mi piace accumunarla alla poesia :

Pane

Fare il pane
Impastare il pensiero
Addomesticare le cose
La credenza mi rotola nel palmo
Una capinera fugge da una canzone
E mi salta sul petto
Mia madre che ricama nel cimitero.

Quest’ultimo verso mi colpisce particolarmente, la madre ricama e lo fa andando al cimitero, dove la tomba del marito è ricoperta di margherite, una similitudine con il ricamo, un modo per riattivare la vita passata insieme dove è ancora possibile esprimere un pensiero domestico.

Ed è quindi logico che la poetessa può immaginare una poesia dal titolo

Come se ci foste

Dove le parole risorgono dall’oltre, dove possono vivere il presente del mattutino nell’animo dei ricordi e la poetessa li rende chiari, reali, quasi a poterli toccare, commoventi.

Ma in:

Tornavi dal fronte

Esprime, con maestria il dramma del ritorno da una guerra, spettinato dalle bombe, da un bacio ammuffito …un bacio sporco di polvere. Ed ecco la praticità della donna che spoglia il dramma con una frase domestica e familiare “Ora mangia un pezzo di fruttata“

Potrei continuare a lungo con le sue 88 poesie dedicate ai suoi adorati nipotini Arianna ed Alessandro.

Tutte poesie di una grazia speciale, intrisa anche di ironia, dove pure gli utensili domestici ne fanno parte.

Antonietta Fragnito, è indubbiamente una poetessa di grande umanità e valore artistico che ha portato una ventata di poesia innovativa che ci commuove e ci fa sorridere. Certamente amica della dea Eràto, ha dischiuso un modo e un mondo tutto suo, e sempre creativo di fare una straordinaria poesia, per la quale i complimenti sono la cosa minore, sul valore dei vari componimenti poetici.

Recensione
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