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Rossetto vermiglio sul volto della luna

"Il fascino, la metafora e il rimpianto"

Antonietta Fragnito, in questa straordinaria silloge poetica dal titolo emblematico Rossetto Vermiglio sul volto della luna, ci porta con parole poetiche in suggestive immagini, tali che diventa persino difficile sceglierne una, in quanto tutte sono di altissimo livello.

Tra sogno e realtà, tra emozioni e rimpianti, tra archetipi e metafore, adombra sempre il rimpianto della persona amata, che torna da lei nel ricordo vivissimo.

Il filo ": voglio donarti un filo / un filo / il tuo pensare al mio / (...)
voglio andare con te / su prati fioriti / per suonare chimere / aggiustare sogni...
Quel " tu " sospeso che si fa vento, primavera, per raggiungere il "noi" "Di noi" Ascolta il mio cuore / ha inventato una canzone per te / pur avendo le corde spezzate / ha aperto le labbra alla rugiada del tuo mare (....) Ma i giorni non sempre sono uguali, la malinconia di quell'essere stato, che solo nel ricordo ritorna nella sua interezza, il tempo che non ha raggiunto il tempo di lei. Occorre allora tornare all' indietro, farsi vento per raccogliere il tuo profumo.
"Vento": Ho raccolto un po' del tuo profumo / perché tu sei cannella / e io soltanto / promiscuo vento / (......) ho sorvolato il tuo universo / ho raccolto semi, bacche, seduzione / posso tornare nella mia conchiglia / a farfugliare il rumore del mare.

Il dettato poetico é tanto importante che ogni poesia andrebbe studiata a fondo.
Nota: "La carezza non vuole svanire / e sul platano del mio cortile / diventa nido fortezza. / Come uccello sull' orlo del cielo, la pazienza d' amore si fa primavera.

Interessante anche una poesia dedicata al padre della poetessa, che sopporta a mala pena una foto che il padre custodisce in portafoglio, é la foto di un amore perduto nel tempo che torna vivo ogni qualvolta il padre la guarda. Neppure quando decide di disfarsene ci riesce perché appena la prende tra le mani la bacia e la ripone nuovamente. Il titolo "Sempre la foto " indica appunto questo fastidio nella figlia.

Bellissime e delicate quelle che ricordano un tempo ormai vissuto dove l' infanzia prorompe, e che, con parole mirabili descrive: "Il borgo" e Semina". Si potrebbe continuare con tutte le altre di questa raccolta, nessuna esclusa, poiché nelle loro differenze del dettato poetico sono come perle che formano una collana dai colori iridescenti.
Termino, e già lo dico, senza poter davvero terminare... con

" Tenerezza":

Mi affaccio a un balcone
fra gerani di stelle.
Il rossetto vermiglio
sulla faccia del cielo.
La scia di tenerezza
è sciarpa di cometa,
Percorro la via lattea
su scarpe di cristallo.

Recensione
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