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Contributo professionale per la Festa della Donna

Ci sono tanti modi e tante occasioni per festeggiare la donna, valorizzare le sue qualità, capacità e contribuire a farla sentire a suo agio e farla stare bene, e che si presentano e si rinnovano durante tutto l’anno.

Nella speciale ricorrenza dell’otto marzo, che è solo una delle tante situazioni a favore della donna, vorrei unirmi al coro nel festeggiare la donna, e specialmente il suo talento creativo e artistico, partecipando per costruire lo scambio di doni e godere insieme, in un clima di armonia e di pace, a tutto vantaggio per sé e per chi ci è vicino.

Festeggiamo la donna, le nostre donne, capaci di mettersi in discussione e accettare di cambiare, per qualcosa di meglio e di più bello.

Cambiare è una necessità evolutiva e ognuno di noi ha qualcosa, qualche lato in ombra, che non piace e che si desidera trasformare. E ogni cambiamento porta nuova luce alla nostra identità.

Festeggiamo allora la donna che si rende conto della sua condizione imbrigliata nei tanti condizionamenti della cultura familiare e sociale e, per questo, decide di cambiare, di porre freno alla sua parte fallica e che costruisce una falsa identità.

Diamo spazio e valore a quest’energia della donna che tiene a sé stessa e alla sua crescita, non si tira indietro dinanzi alle difficoltà e sa portare avanti e sviluppare creatività, amore e bellezza, termini dal forte rimando esistenziale e da considerare e rendere sempre più presenti nella nostra vita e nell’agire dei nostri rapporti quotidiani.

Certo, nelle relazioni comunicative, scopriamo subito che non sempre sono rose e fiori e tanti sono invece i conflitti, le incomprensioni, la sofferenza, da affrontare in vista di un cambiamento. Si, perché ogni cambiamento è legato alla morte e al dolore.

Questi sentimenti, complessi e difficili da fronteggiare, è oggi maggiormente possibile, grazie all’indagine e alle scoperte della ricerca esistenziale, comprenderli e viverli con molta più libertà e sollievo, ovvero affrontarli con la decisionalità che richiedono, senza voglia masochistica o per fare la vittima, quanto piuttosto per indirizzare l’energia racchiusa in qualcosa di utile e trasformativo, in senso creativo e artistico, per avviare nuove modalità di vivere la vita e per creare bellezza.

Un aspetto di questa bellezza è l’esperienza dell’incontro: la festa della donna, condivisa e sostenuta dalla presenza dell’uomo. E’ bellezza cercare di realizzare la sintesi degli opposti, tra l’Io e il Tu e poi tra l’Io e il Sé. L’uomo e la donna che cercano di aiutarsi vicendevolmente e con lo scopo di realizzare la coppia, l’incontro, perché l’uomo possa festeggiare la donna, e viceversa; la donna possa gioire della creatività dell’uomo, della sua poesia e della sua arte, e viceversa.

La donna da sola è uno, così come l’uomo da solo è uno. E nessuno dei due è completo senza l’altro, poiché è mettendosi insieme che l’uomo e la donna possono completarsi. Ecco allora che due è sempre meglio di uno, quando c’è un progetto di coppia e per l’apertura verso il Noi e la Coralità.

E’ il Tu che espande i confini dell’Io e dà significato e senso al suo agire. E la donna ha il potere di rendere bella e degna la vita dell’uomo e della società.

Questi contributi provengono dalla ricerca e dall’esperienza realizzata in tanti anni di lavoro e in forma individuale, di coppia, di gruppo e di laboratorio corale.

I miei riferimenti teorici e la mia più completa gratitudine vanno all’Artista e Maestro di Vita Antonio Mercurio, fondatore della Sophia University of Rome (SUR) e della nuova disciplina dell’Antropologia Personalistica Esistenziale (APE) con le sue metodologie terapeutiche di Sophianalisi, Sophia - Art e Cosmo - Art. Mercurio già in uno dei suoi primi documenti Lettera agli uomini (Roma,1988) sottolinea l’importanza della coppia e della donna, come elemento chiave per trasformare il rapporto con l’uomo e con la società.

Un medesimo sentimento di gratitudine, per aver continuato a elaborare e sviluppare i processi per l’acquisizione di una sempre maggiore identità femminile, maschile e di coppia, va all’IPAE – SUR, Istituto di Antropologia Personalistico Esistenziale di Cosenza, che ha fatto propri gli insegnamenti esistenziali di A. Mercurio, nella persona dei suoi direttori Bruno Bonvecchi e Ombretta Ciapini, unitamente alla loro èquipe direttiva. In particolare, rispetto al tema della donna, rimane fondamentale il rimando al lavoro portato avanti negli anni dal Laboratorio Progetto Penelope, ideato e condotto da O. Ciapini, con la collaborazione di Luisa Altomare, e già frequentato da tante donne calabresi, desiderose di cambiare la loro storia e far nascere un nuovo modello di donna, sulla linea della Bellezza Seconda indicata da A. Mercurio.

Quale contributo maschile, per lo sviluppo della donna, mi piace indicare il richiamo a cui fa spesso riferimento B. Bonvecchi quando parla di un nuovo mitologema femminile avviato dalla Maddalena nel rapporto d’amore con Gesù, il Cristo, che appunto riscatta sia la donna, riguardo alla sua dignità e libertà, che il figlio, nel rapporto con la madre.

C’è, dunque, nella ricorrenza dell’otto marzo, una speciale energia che ogni anno viene rimessa in moto dalle donne e si rinnova con il contributo dell’arte teatrale, musicale, poetica e di tutte le altre iniziative che vengono avviate nel territorio.

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