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Cosmo Art e Counseling in Ape

Un libro eccezionale, quest’ultima fatica di studio antropologico-esistenziale del Maestro Antonio Mercurio, fondatore e presidente della Sur (Sophia University of Rome) Libera Università dei Popoli dell’Europa Unita, sia per lo stile che per il contenuto. In un linguaggio coinvolgente e accessibile, comprensibile e semplice per l’immediatezza con cui riesce a passare i messaggi, l’Autore, con sicurezza e con spirito poetico (dimensione oggi molto importante da recuperare come poesia esistenziale che appartiene cioè alla vita e non solo al genere letterario), primariamente s’indirizza a sollecitare le corde emotive del cuore della gente, parlando e presentando così anche argomenti complessi, quali possono essere il rapporto tra l’uomo e il cosmo, tra l’uomo e i suoi simili e le cose, belle o brutte, che egli riesce a realizzare col suo impegno sociale, culturale, politico… morale e etico.

A quest’attualità esistenziale del modo di condurre la vita, da parte dell’uomo di oggi, Antonio Mercurio ci arriva addentrandosi nell’analisi di simboli e metafore, dal significato fortemente energetico, quali possono essere mediate dal Mito, che, appunto, è stato valido per gli uomini di ieri, così come continua ad essere valido per quelli di oggi. Il mito in oggetto è quello di Ulisse e Penelope, una coppia che non ha mai smesso di emanare energia e di essere presente nell’immaginario dei popoli, perché ciò che loro sono riusciti a realizzare e costruire è diventata opera artistica immortale. Un mito, quindi, che continua a guidarci e che è fonte di insegnamento, secondo le indicazioni offerte dallo studio approfondito che ne viene fatto nel libro.

Antonio Mercurio, con questo libro Ipotesi su Ulisse supera veramente sé stesso, nel senso che offre una visione sempre più organica del proprio pensiero e delle proprie metodiche terapeutiche, indicando nella sua creatura, l’Antropologia Personalistica Esistenziale e in special modo nella Cosmo – Art, una valida alternativa, da poter offrire, portare avanti e sperimentare, sottoponendola così anche a verifica, con tutte quelle persone - utenti che, trovandosi, più o meno momentaneamente, in un forte travaglio esistenziale, avvertono poi la necessità di non rimanerne vittime, ritrovando la voglia invece di darsi una nuova possibilità e recuperare la fiducia nelle proprie capacità, che significa intavolare un nuovo dialogo nel rapporto con sé stessi, provare a dare un senso a ciò che di bello o di brutto accade nella propria vita, apprendere a come recuperare sempre più alti gradi e spazi di libertà e a come distillare e far uscire gocciole di amore dal proprio cuore, da donare prima di tutto a sè stessi e poi agli altri e alla comunità sociale globale, secondo le indicazioni offerte dell’Antropologia Personalistica Esistenziale e dalla Cosmo - art, per come sviluppate da Antonio Mercurio in questo splendido e magnifico testo, ripercorrendo le tracce del mito omerico di Ulisse e Penelope. Geniali intuizioni, che hanno la finalità di riportare l’uomo a sé stesso, per ritrovarsi e poi portare avanti e sviluppare la capacità di costruirsi all’interno di un progetto corale di bellezza.

L’Ipae-Sur (Istituto di Antropologia Personalistica Esistenziale) di Cosenza propone da alcuni anni dei Corsi di Formazione in Counseling, che permettono di accedere al titolo di Counselor, una nuova figura che da poco tempo, in Italia, si è affacciata sulla scena dell’offerta formativa e professionale, andando sempre più affermandosi, e che rientra nelle nuove professioni presenti oggi nell’ampio panorama della relazione d’aiuto. E’, in sostanza, quella del Counselor una pratica più immediata e più snella di accogliere il bisogno e porgere aiuto nei confronti di chi manifesta un problema, piccolo o grande che sia, quale può essere la perdita di autostima, di fiducia nella vita e nelle proprie capacita, o una condizione conflittuale o di incomunicabilità col partner, con i figli, con i colleghi di lavoro, o anche una controversia sui modelli educativi messi in atto dall’istituzione scolastica, un’incompatibilità ideologica, ecc.

La formazione in Counseling , proposta dall’Ipae ai suoi allievi, si contraddistingue proprio per la particolarità di centrarsi sulle nuove idee, costrutti concettuali, indicazioni valoriali e pragmatiche esistenziali, elaborate e presentate dall’Autore di questo libro nel suo lungo e costante interessamento a trovare strade inedite da percorrere per migliorare la condizione umana. In particolare, il Counselor in Antropologia Personalistica Esistenziale, nel suo lavoro professionale e nei vari modi possibili, cerca di darsi e di creare bellezza, ad esempio impegnandosi ad amare il proprio lavoro e ad avere una sempre maggiore consapevolezza delle proprie azioni e ad usare in forma creativa e donativa il proprio potere.

Il Counselor in Ape, nell’apprestarsi a portare aiuto, nell’approcciarsi al problema presentato dal cliente, già da subito, dal primo incontro, si relaziona, nella condizione del setting comunicativo, focalizzando l’attenzione sull’unicità della Persona che si trova davanti, ascoltandola nel suo bisogno di essere accolta con attenzione e rispetto; considerando che è portatore di una progettualità globale da far venire fuori e armonizzare con tutte le altre componenti relazioni dell’interconnessione che lega la parte al tutto. Lo scopo del Counselor è sì allora di offrire una prima risposta alla domanda, spesso problematica, dell’utente, contestualizzandola però secondo un principio organismico e un’esigenza armonizzante espressa dalla sua parte attiva, da noi chiamata Io - Persona, che è l’istanza esistenziale capace di renderci liberi e di dare e darci amore.

Questo in una ricercata sinergia di progettualità cosmica, che unisce l’uomo e il creato intero e che nel libro Ipotesi su Ulisse A. Mercurio, riportando e riproponendo il mito all’attualità presente, avanza come proposta e come possibilità umana, di poter cioè perseguire e attuare, creare e dare vita ad una Speciale Bellezza inedita, ineguagliabile e nuova, immortale nella sua energia, come quella creata, appunto, dalla coppia Ulisse e Penelope.

Parliamo a tale proposito di Bellezza Seconda, bellezza cioè che arriva dopo. Dopo aver recuperato la proprio bellezza perduta, ovvero la Bellezza Prima, che è data dallo stato naturale dell’ “essere bello” in certe condizioni, come lo è un’alba, un tramonto, un paesaggio, o un bambino che si affaccia sulla scena del mondo, una dolcezza di viso, di sguardo, di corpo, sensibile e delicato tutto al femminile.

Nella bellezza prima c’è soprattutto il desiderio di realizzare la Bellezza della Vita, il rendere cioè qualitativamente migliori e distensivi, creativi, i luoghi e i tempi in cui noi viviamo: lavorare in un ambiente pulito e di buon gusto, sentire di stare bene nei propri vestiti, curare la propria professionalità, arricchendola di nuove conoscenze, rinnovare e ristrutturare la casa, lo studio, cambiare l’automobile, godere del tempo libero e pensare in positivo, lasciare spazio al gioco… sono tutti elementi che contribuiscono a dare bellezza alla nostra vita e all’esistenza.

Ma è solo perseguendo la bellezza seconda che l’essere umano realizza veramente e pienamente sé stesso, dando vita e offrendosi ad un’energia che non muore più e per questo immortale, così come avviene nelle grandi opere dell’ingegno umano, ovvero ogni volta che si crea una spinta corale a impegnarsi nel portare avanti e realizzare progettualità che rispettino le leggi della vita e le leggi cosmiche.

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