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Echi cosmici nella letteratura dell’infanzia

Il bambino cosmoartista, che alberga all’interno di noi, a volte cerca un proprio spazio d’espressione, e allora può venirci in aiuto, perché è dotato di coraggio e di curiosità, ed ha una grande capacità di rischiare. Il Maestro contemporaneo Antonio Mercurio, inventore dell’Antropologia Personalistica Esistenziale e creatore della Sophia University of Rome, ci sollecita a scoprire e far crescere dentro di noi questa realtà creativa del bambino cosmo artista, capace di grandi trasformazioni, perché vicino e interessato a sintonizzarsi e seguire le Leggi della Vita, pienamente inserito nel divenire cosmico.

Ecco alcune frasi significative, da me liberamente tratte e parzialmente rielaborate, di “Il Piccolo Principe” di Antoine De Saint-Exupéry, (Bompiani, 2011), in linea con gli approfondimenti di un’indagine esistenziale e fenomenologica in corso e che interessa tutti noi da vicino, in relazione a quanto su detto.

«Voi potete bene immaginare come io fossi incuriosito di quella mezza confidenza su “gli altri pianeti”. Cercai dunque di tirargli fuori qualche altra cosa. Sapevo benissimo che, oltre ai grandi pianeti come la Terra, Giove, Marte, Venere ai quali si è dato un nome, ce ne sono centinaia ancora che sono a volte così piccoli che si arriva sì e no a vederli col telescopio. Ogni giorno imparavo qualche cosa sul pianeta, sulla partenza, sul viaggio. Il piccolo principe si trovava nella regione degli asteroidi 325, 326, 327, 328, 329, 330. Cominciò a visitarli.

Cerco gli uomini, cerco degli amici, disse il piccolo principe. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Bisogna essere molto pazienti. Se tu vieni a qualunque ora non si sa quando, io non saprò a che ora prepararmi il cuore. Ci vogliono i riti. Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Quello che è importante non lo si vede. Solo i bambini sanno quello che cercano, disse il piccolo principe. Quando ero piccolo abitavo in una casa antica, e la leggenda racconta che c’era un tesoro nascosto. La mia casa nascondeva un segreto nel fondo del suo cuore. Che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza è invisibile. Ecco ciò che mi commuove di più in questo piccolo principe è la sua fedeltà, è l’immagine di una rosa che risplende in lui come la fiamma di una lampada.

La prova che il piccolo principe è esistito, sta nel fatto che era bellissimo e che rideva. I bambini devono essere indulgenti con i grandi. Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu solo avrai delle stelle che sanno ridere. E sei contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E se un bambino vi viene incontro, se ride, se ha i capelli d’oro, se non risponde quando lo si interroga, siate gentili, scrivetemi che è ritornato.»

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