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Il Mezzogiorno tra agio e disagio psicosociale: nuove istanze e proposte innovative in ambito antropologico esistenziale

Pasquale Montalto
Intervento alla Tavola rotonda del Convegno “La cultura della Magna Grecia e la Psicologia Umanistica”, a cura della Federazione delle Associazioni Italiane di Psicoterapia, Lamezia Terme (CZ), 12 luglio 2012.

“Agio” e “Disagio”, due parole che dicono molto del nostro Meridione. In apparenza contrapposte, invitano invece all’incontro e al dialogo, spingono ad operare tra di loro una sintesi organica necessaria quanto urgente e non più rimandabile. Dalla loro (ri-)unificazione può nascere una nuova visione, un nuovo modo, nel considerare e trattare le problematiche del nostro Mezzogiorno e nuove idee possono prendere corpo, nuove proposte organizzarsi per il popolo meridionale, nello sforzo di rinnovare l’interazione psico-sociale, comprendere i bisogni dei cittadini e dei giovani e avviare una migliore comunicazione relazionale, per (ri-)indirizzare lo sviluppo sia etico esistenziale di ogni singola persona che di tutto l’ambiente comprensoriale del territorio.

E’ utile, allora, giusto a mo’ d’occhiata, considerare brevemente e velocemente, facendole scorrere davanti ai nostri occhi, le debolezze e le criticità che hanno contraddistinto e continuano ad essere presenti nel Meridione e nella realtà della nostra Calabria, così come le forme positive del riscatto e dell’emancipazione psicosociale. Terra già martoriata dalla particolare asprezza e fragilità del territorio, il Meridione e la Calabria hanno costantemente dovuto misurarsi, coinvolgendo e colpendo anche il mondo emozionale interno delle persone, con calamità naturali, come siccità, frane, alluvioni, terremoti, oltre che contrastare e combattere i continui saccheggiamenti e gli attentati, la depredazione agita ai danni della natura e del patrimonio artistico e culturale, avvenuta nel corso delle varie epoche storiche, trascorse tra continue invasioni e dominazioni straniere.

Terra dai forti contrasti il Meridione e la Calabria continuano anche oggi a dover fare i conti con l’uso deviato e la distribuzione discrezionale della ricchezza pubblica, nonché dell’agire malsano del potere politico ed economico e culturale. Da una parte assistiamo cioè al diffondersi di una cosiddetta condizione di ”agio”, con miglioramento nei processi di urbanizzazione e infrastrutture cittadine, modernizzazioni, insediamenti di edilizia popolare e lussuosa, strutture e poli industriali, acculturazione, innalzamento delle aspettative di vita, miglioramento della qualità del vivere, ecc.; dall’altra al perpetuarsi e permanere di innumerevoli condizioni di “disagio”, con sacche di ignoranza e di povertà rurale sempre più estese, di analfabetismo di ritorno, di corruzione e immoralità istituzionale, disinteresse popolare alla partecipazione della vita comunitaria, malaffare malavitoso, omertà e mafia, degrado ad ogni livello e decadimento e distruzione del patrimonio tradizionale, legato sia alle bellezze naturalistiche e ambientali, che all’amore, la dedizione verso lo studio, la cultura e l’arte, l’elevazione dello spirito e della nobiltà d’animo, dell’accoglienza, così tipica e vero patrimonio del popolo meridionale calabrese.

Bellezze artistiche e beni storico architettonici, agiatezza e benessere materiale, elevazione e maturità esistenziale, unite alle bellezze naturali, allo stato attuale, richiedono, di essere riscoperte e riaffermate, salvaguardate e valorizzate, capitalizzate e portate avanti con passione e spirito positivo, oltre che con sincerità d’animo, soprattutto da parte delle giovani generazioni, prese nel loro impegno di singole persone che come realtà, e ce ne sono veramente tante, associazionistiche, di volontariato e cooperativistico, presenti e distribuite su tutto il tessuto sociale e culturale calabrese, vera espressione di serietà partecipativa alla vita civile e sociale, perché animate da buone intenzioni nel portare avanti, in forma stabile e duratura, istanze di sviluppo comunitario e ecologico ambientale sostenibile. Ambiente ecologico che richiama anzitutto quello umano, affettivo relazionale, umanistico ed esistenziale, legato alla condizione dell’acquisire più benessere e miglioramento qualitativo della Persona.

Nel Mezzogiorno d’Italia è oggi forte, come ben evidenziano anche le iniziative giovanili, la voglia di costruire e dare vita a progetti innovativi di riscatto, a itinerari di vita per la salvaguardia del ricco patrimonio culturale acquisito dalle vecchie generazioni, dal recuperare e mettere in campo l’energia dei vecchi e nuovi simboli e sogni non ancora attuati, da alzare a vessillo e perseguire, nello sforzo di poterli realizzare, per rendere visibile una nuova realtà psicosociale, presente nella quotidianità del vivere dell’uomo meridionale, a livello personale e nella dimensione collettiva.

Come risulta dal lavoro svolto nelle Istituzioni e dall’esperienza professionale, maturata nell’ampio territorio della provincia di Cosenza, con tanti progetti realizzati a favore dell’infanzia, dell’adolescenza e dei giovani, spesso a diretto contatto col mondo della scuola, oggi abbiamo a che fare con soggettività personali completamente nuove, giovani guidati da nuovi bisogni e da una mentalità più aperta, oltre che mossi dal desiderio e dall’aspirazione di acquisire sempre più identità, personalizzazione e padronanza del territorio; anche forte è la volontà di permanere nella propria terra, per rendersi utili e promotori artefici di cambiamento, capaci di innescare processi di trasformazione e rinnovamento, di imprimere la giusta spinta e direzione alla propria vita, oltre ogni rigurgito fatalistico e deterministico, ovvero motivati e spinti da sani valori e principi, facenti leva sull’acquisizione di un sicuro stato di libertà e giustizia, di verità e amore, pace e bellezza.

Bellezza mortale e immortale, cioè visibile e ben chiara davanti agli occhi di tutti, già realizzata (un bel tramonto, un paesaggio, il bambino, la donna …) o ancora da creare, da cercare, da attuare (Pace, giustizia, verità, amore corale e cosmico) in riferimento allo sviluppo interiore della Persona e alla spinta, insita nell’animo umano, di voler acquisire immortalità (l’opera d’arte nella sua espressione letteraria, musicale, pittorica …), nella consapevolezza di appartenenza al divenire naturale e decisionale cosmico dell’esistenza, in riferimento alle nuove istanze antropologico personalistico esistenziali, messe a fuoco e formalizzate in ambito teorico e metodologico applicativo, fin dagli anni settanta del secolo scorso, dagli studi e dalla ricerca esistenziale avviata e portata avanti dal Maestro Antonio Mercurio, fondatore e presidente della libera università dei popoli europei Sophia University of Rome.

In questi nuovi traguardi acquisiti dalla scienza psicologico umanistica e antropologico fenomenologico esistenziale, nascono nuove categorie di riferimento evolutivo e maturativo dello sviluppo psicosociale dell’uomo, nuove metodologie di lavoro si affermano, con nuovi e innovativi lineamenti teorici e modalità applicative; nuove strutture, di più fine consapevolezza personale, si affacciano neonate alla coscienza civile, socio culturale e umanistico esistenziale dell’uomo calabrese odierno, capaci, in un risveglio di svolta radicale, di favorire l’affermarsi di una nuova e diversa storia del nostro Mezzogiorno, lontana da quella conosciuta e vissuta finora, e che già agisce nell’attualità reale di tante persone, in quanto evidenza dell’emergere e affermarsi di nuove e inedite istanze, come la presenza e l’agire esistenziale del SE’, in termini personali e comunitari, collettivi, corali e cosmici, per come ben messo in luce dalla proposta avanzata dalla Psicologia Umanistica e dall’Antropologia Personalistica Esistenziale, con il Movimento della Cosmo art.

In questa direzione, come uomini del terzo millennio e nel senso di appartenenza al genere maschile, come singoli e come gruppo di professionisti, da anni siamo, ormai possiamo dirlo, impegnati ad approfondire l’indagare nella propria personale dimensione maschile, guidati dal senso di libertà e responsabilità della maturità dell’Io e dal desiderio di potersi realizzare come Persona, facendo perno sulle doti artistiche e cosmo artistiche dell’Io, in costante dialogo con il SE’ e capace di compiere sintesi impensabili, quale l’incontro e la fusione tra il principio maschile e il principio femminile, tra il principio paterno e quello materno, appartenenti alla dimensione decisionale dell’Io Persona. Questo nell’obiettivo di scandagliare e voler conoscere cosa significhi essere uomo maschile, creativamente aperto all’accoglienza e, nello specifico, esserlo nella realtà meridionale odierna.

Tale proposta d’indagine innovativa sul genere maschile, nel contesto meridionale del Sud Italia, è stata ideata e avviata il sei dicembre dell’anno 2002, e continua tutt’ora ad essere portata avanti e sviluppata, dal Maestro, nostro capitano, Bruno Bonvecchi, attraverso i lavori teorici e le attività creative del Laboratorio Progetto Ulisse, in riferimento al Mito di Ulisse del mondo omerico e alle scoperta esistenziali elaborate dell’Antropologia Personalistica Esistenziale sia in merito al concetto di Persona che al suo sviluppo metapsicologico, fino agli ultimi esiti dei Teoremi e Assiomi della Cosmo Art. Attraverso questo lavoro, che chiama al coinvolgimento diretto la vita degli uomini interessati, si cerca, nella reciprocità dell’aiuto, e mettendo a macerazione i propri vissuti, di portare avanti, di volta in volta, le risultanze della trasformazione del cammino personale dei partecipanti al Laboratorio e certo utili alla crescita individuale, così come alla maturazione del gruppo di lavoro e della vita familiare e sociale di appartenenza, dei contesti ambientali estesi nei quali si agisce e si vive.

I giovani di oggi, le nuove generazioni, hanno, dunque, a disposizione altri e maggiori mezzi e strumenti per portare avanti i loro sogni e le loro proposte creative, e noi professionisti umanistico esistenziali, che da anni lavoriamo su di noi, per cercare anzitutto di cambiare il rapporto con noi stessi e poi con gli altri e con l’ambiente circostante, alla luce delle conquiste conseguite, abbiamo l’obbligo di sostenerli, aiutarli e favorirli in questo processo difficile di cambiamento, di decisione nel mettere a fuoco sempre meglio e in forma più precisa il modo alternativo di interagire in gruppo e relazionarsi, comunicare, con l’altro, e che fa leva sulla responsabilità, la determinazione e il coraggio di portare avanti e sviluppare le proprie idee valoriali, i propri ideali e sogni, sicuramente vincenti, se tenuti lontani dalla sofferenza masochistica e vittimistica, quanto anche da inutili e vuoti narcisismi, ai quali l’uomo del Sud è stato abituato e costretto, sia dall’arretratezza territoriale che dagli eventi spiacevoli delle tante “questioni” lasciate aperte e tipicamente meridionali, a rimanere ancorato per molto tempo, per invece costruire, oggi, la nuova realtà del Sud, a partire da sé stessi, da noi stessi, dal nuovo senso comunitario e corale e dall’impegno di coinvolgimento diretto fin qui considerato, che mette in gioco la lungo esperienza e competenza professionale e umana accumulata dalla forza storica prima di tutto dell’Istituto di Antropologia Personalistico Esistenziale di Cosenza, che nel proprio Statuto ha ben espresso l’obiettivo primario di creare e dare “un’anima corale alla Calabria”.

In quest’itinerario di tracciato evolutivo per il prossimo futuro, all’insegna di acquisire sempre più nuova e sana identità e per realizzare progetti inediti di Bellezza Seconda, per come vuole la Cosmo Art del Maestro Antonio Mercurio, chiamiamo l’insieme del genere maschile, giovani e non più giovani, la comunità tutta, come dire, in una risonanza evangelica, gli uomini “di buona volontà”, che aspirino a diventare maestri nell’arte di vivere e che vogliano fare della loro vita un’opera d’arte, di aderire, unirsi e partecipare alle idee innovative e trasformative discusse, nel comune impegno di voler diventare Persona e far crescere l’Antropologia Personalistica Esistenziale e il Movimento della Cosmo art.

Parallelamente al viaggio nell’universo maschile, esiste anche, sempre presso l’Istituto IPAE di Cosenza, il viaggio nell’universo femminile, portato avanti attraverso il Laboratorio Progetto Penelope, ideato e condotto dalla Maestra Ombretta Ciapini, in riferimento al Mito omerico di Penelope, e nella prospettiva d’incontro e arricchimento reciproco tra l’essere maschile e l’essere femminile, come risultato di fusione tra il principio maschile e il principio femminile, nell’obiettivo di acquisire nuova identità e migliore modalità interattiva del nostro essere Persona, nel nostro essere soggetti personali liberi, responsabili e creativi aperti al cosmo.

Se questa proposta, le idee condivise, piacciono e sono anche in parte ritenute degne di attenzione, invitiamo a prendere parte e rimanere informati sulle ulteriori iniziative culturali messe in programma dall’Antropologia Esistenziale e dal Movimento della Cosmo Art, presso l’Ipae di Cosenza, attraverso le attività didattiche della Scuola di Formazione in Counseling e le attività laboratoriali, di cui, anche qui in questo contesto, subito dopo la tavola rotonda, sarà dato un saggio esperienziale con un workshop di Antropologia Personalistica Esistenziale.

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