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La firma segreta Poesie in dialogo con Marina Corradi

Il bel libro del poeta Franco Casadei, La firma segreta, sottotitolato come Poesie in dialogo con Marina Corradi, giornalista e scrittrice, ben curato nella veste grafica e nell’impaginazione, dall’elegante formato e che presenta poesie del verso libero, ben costruite e di grandi contenuti, merita considerazione e attenzione - l’aggiudicazione del Premio Internazionale Corona, Edizione 2018 - per l’armonia d’amalgama che riesce a creare tra poesia e prosa giornalistica, ovvero per la sapiente architettura di scrittura umanistica che creativamente coniuga l’arte dell’impegno poetico, con la quotidianità del vivere, dispersa in mille rivoli di cronaca e vissuti, dalle note a volte piacevoli a volte tragiche e dolorose, comunque che sempre parlano all’animo sensibile e al cuore della persona capace di ascoltarle e raccoglierne il senso, per come il poeta F. Casadei riesce a fare, trasmettendo nei versi del suo libro partecipazione e pathos, che nutrono lo spirito del lettore, per come avviene nella poesia I luoghi dell’anima, dove il poeta offre, un’alternativa al travaglio e al tormento umano, nell’armonia e nel giusto equilibrio di una pace ritrovata, che faccia nascere nel cuore in sintonia con la mente la certezza di essere arrivati alla meta sognata, dove fermarsi, riconoscendo / che non c’è un altro posto dove andare, tale da poter dire mi basta questo orizzonte / e il rosseggiare del tramonto. E questo è un sicuro messaggio di speranza per il futuro sviluppo della storia dell’umanità, del vivere relazionale e sociale e del creato intero.

In Marina Corradi ho colto una comune sensibilità e uno sguardo sulla realtà che mi corrispondono profondamente, dice il poeta Casadei, a cui fa eco la giornalista Corradi quando afferma Di poesie, sono certa di non averne mai scritte. Però alcune cose che ho scritto in questi anni, dentro a quel particolare “orto” - i pezzi su “Tempi” e le rubriche di “Avvenire” - possono essere state delle cronache forse più autentiche, proprio perché non censurate dallo sguardo di un Io partecipe e commosso.

Poesia e prosa possono dunque convivere, intrecciarsi e arricchirsi reciprocamente. Al poeta il compito di liberarsi, disintossicarsi da ogni stortura di bruttezza, trascendere i buchi neri del vivere e la sorda malinconia che ci accompagna, nella consapevolezza che niente rinasce se non si muore, per riprendere le parole del Poeta F. Casadei, la meravigliosa metafora con la quale egli chiude questo testo di poesie, paragonando il temporale di fine estate all’ira lungamente taciuta di una donna, e concludere: Poi scema la furia / e nel freddo bagliore dei lampi / il cielo schiara. / L’estate è al suo ultimo ballo.

Questa è la capacità e la forza del poeta e della poesia, l’obiettivo prefissato di sentirsi parte attiva del vivere, il contributo anche della poesia esistenziale e della buona letteratura, per come perseguito dal Movimento della Poesia Esistenziale, pagina facebook www.facebook.com/PasMont.MPEm e documentato tramite il sito www.literary.it in Autori on line.

Recensione
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