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Quale poeta, quale poesia oggi? di Pasquale Montalto. Impegnato dall'età di tredici anni in poesia (ora ne ho quarantasette), mi sono trovato spesso a dover variamente difendere il senso e le ragioni di quest'appartenenza, come prova e segnale di fedeltà alla mia parte più vera, intima e profonda, che trova appunto nella poesia una naturale e privilegiata espressione.

La poesia mi ha infatti mandato sempre dei grandi segnali, nel desiderio di agire nella più completa umanità, in leale nudità e per costruire una identità personale e sociale sana e responsabile. Dopo tanti anni di lavoro devo, purtroppo e a malincuore, rilevare un intensificarsi delle contraddizioni. conflittualità e difficoltà a cui l'azione poetica va incontro, senza alcun tipo di serio e valido sostegno sia da parte del tessuto della cultura sociale che del potere editoriale oiganizzato.

La poesia oggi è apprezzata solo da una sparuta minoranza e il poeta fatica a mantenere viva la fiaccola della libertà e dell'amore, ma anche e soprattutto quella della verità e della giustizia. Le ragioni del cuore vengono continuamente disattese e infangate e al loro posto si ostentano formalismi e falsità. Che senso oggi ha donare il frutto della poesia? e a chi? Ma chi è poeta? Certo è che la poesia, e di conseguenza chi di essa si ciba, oggi è aggredita e sminuita in tutti i modi possibili e con l'uso di ogni forma di potere. Oggi i parametri di centratura sull'uomo e sui suoi sistemi valoriali, per cui la poesia esiste, vengono continuamente disattesi, traditi, rinnegati, per privilegiare motivazioni ed esigenze affaristiche e mercanteggianti, tale che il poeta fa fatica a ritrovarsi e riconoscersi nel suo ruolo attivo di agente innovativo e di cambiamento. La poesia subisce cioè l'attacco di tutte le bruttezze e le storture, presenti nel vivere la nostra quotidianità sia individualmente che socialmente. I poeti sembrano veramente delle creature strane, che si aggirano ai margini dell'ufficialità culturale e civile, senza saper trovare un'alternativa. che dia risposte reali e valide ai desideri creativi che abitano e agitano il cammino dell'anima.

La conseguenza è che, in questo clima di forte indecisione e confusione. quando scatta la trappola della seduzione narcisistica e dell'orgoglio, col suo potere corruttore e sviante, spesso chi scrive versi o si sente attratto dalla poesia, nella sua ingenua e debole fragilità, rimane vittima e complice inconsapevole di un processo economico ingannevole che, nel mentre vorrebbe promuoverlo, in realtà lo respinge e ne tradisce gli ideali più veri. È allora necessario – mi son detto più di una volta – che la poesia recuperi i propri parametri di linguaggio universale e torni a parlare del cuore e al cuore della gente, a parlare dell'uomo e della sua anima. Un dettato semplice, un'energia forte e prepotente, che prorompe da ragioni profonde, simili a quelle che animano la vita.

È urgente quindi prendere una decisione d'amore per l'uomo e per la poesia, affinché si recuperi il dialogo con la nostra sanità creativa, si avvii il dialogo con il sé personale e cosmico e si agisca per costruire la realtà suggerita dai linguaggi dell'arte, indirizzati a far emergere tutta la bellezza del dono della vita. Decisione sostanziale da tradurre in atti concreti di comportamento relazionale e comunicativo, in codici e leggi esistenziali condivise e non imposte da nessuno, che guidino il nostro agire quotidiano, nelle sue forme individuali, comunitarie, sociali e culturali, megaversiche anche, per riconvergerci e coinvolgerci al movimento della partecipazione evolutiva democratica, che agisce a favore dell'uomo, come persona creativa e artistica.

È questo il senso della mia proposta, di dar vita ad un movimento spontaneo e non organizzato di poesia esistenziale. Un invito che è prospettiva di smuovere le coscienze verso la crescita personale e il dialogo con il prossimo, mettendosi in ascolto del proprio sentire sincero, con l'obiettivo di vivere in pace e armonia, lontano da ogni minimalismo invisibile e astratto, fuori da ogni soggettivismo esasperato ed egoistico.

L'M.P.E. (Movimento della Poesia Esistenziale) è l'incontro di coscienze e di progetti, tra persone che amano la vita e si sintonizzano sui suoi scopi evolutivi. Come tale è aperto all'apporto creativo di ognuno e pronto a valorizzare la poesia, i poeti e l'arte, come punta più avanzata dello sviluppo e del miglioramento che interessa la qualità del nostro stare insieme e vivere quotidianamente la realtà sociale ed esistenziale.

Il movimento di poesia esistenziale si configura sostanzialmente come un organismo aperto e mobile, che fa affidamento, più che su strutture e apparati amministrativi, su persone capaci di condividere idee e che si ritrovano, di volta in volta e quando sarà necessario, su singole iniziative concrete o anche in meeting di discussione tematica, per scandagliare e gettare nuova luce su aspetti del vivere esistenziale.

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