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La terra di “Dove” 50 anni di poesia

Un’ora pienamente vissuta riscatta un’intera esistenza inconsapevolmente trascinata

La “pioggia estiva” delle impressioni del mondo cade sul poeta in modo copioso ed egli vive in un’ora una quantità di vita che potrebbe essere più che sufficiente per l’intera esistenza del vecchio che gli è accanto e che ignora l’universo della poesia.

Così dice Daniele Giancane nella breve introduzione al suo poemetto fresco di stampa, a sottolineare l’intensa partecipazione del poeta alla realtà dell’epoca storica che si trova a vivere, colta attraverso la sua sensibilità, molto spesso visionaria, e frammista a gioie e dolori, di uomo completamente immerso nel senso di una parola che declini l’accadere del suo presente, continuamente indirizzato a cogliere mutamenti e spinte evolutive future.

Da questa diversità poetica di leggere il dato reale con occhi di responsabile consapevolezza riguardo ai mali che affliggono il mondo e la conflittuale vita sociale, passata e presente, Daniele Giancane continua a dare spazio e preferire la poesia, e cioè la tipicità evocativa e immaginifica visionaria della creatività poetica e ripercorrendo e attingendo ai suoi cinquant’anni di poesia, per scrollare le coscienze, sollecitare la focalizzazione dell’attenzione e intervenire sulla madre delle questioni che oggi l’umanità si trova a fronteggiare, quella Ambientale.

Il ricco poemetto prende allora avvio da un comandante, a stento in equilibrio sulla prua di un veliero, che con “occhi speciali” si sforza di carpire il segreto e il mistero “che quel mare diabolico e mistico nasconde”; e poi via, per tutte le cinque scene che compongono la narrazione, c’è sempre un nuovo comandante alla guida della navigazione disturbata dalle immancabili nebbie, e che cerca di intuire la migliore soluzione riguardo ai tanti problemi che s’affacciano nel mare della vita dell’uomo, azzeccata metafora scelta dal poeta Giancane per affrontare la tematica del disastro ambientale odierno, ripercorrendo il lungo cammino dell’evoluzione umana sulla terra. E questi, esso comandante, la migliore intelligenza dotata di equilibrata progettualità nella proposta d’intervento d’urgenza immediata, sempre “vede qualcosa tra la nebbia, / nell’alba lattiginosa / che annuncia il nuovo giorno.”, (cfr pg 9 e pg 43).

Quello che il libro riesce a costruire e trasmettere, come magnifica performance della poesia di Giancane, sono scene di grande coinvolgimento espresse con pathos e dal denso e robusto contenuto, all’interno di una leggerezza di stile che contraddistingue parole e simboli della poetica di Giancane, la sua predisposizione umana all’ascolto di ogni bisogno e esigenza, con la conseguente e successiva richiesta di confronto e di coinvolgimento relazionale attraverso quell’angolo poetico che alberga nell’animo d’ognuno e al quale si può fare ricorso nei momenti più difficili e che contano.

Significativo risuona quindi l’invito che, dopo il cambio delle scene, come sul palcoscenico di un teatro per come appunto si raffigura il rapporto su questa terra tra l’uomo e l’ambiente, arriva con la chiusura del Sipario a conclusione del libro:

E tu, lettore, / allucinato viandante del XXI secolo, / cosa intravedi fra le nebbie, / quale la tua visione del mondo che sarà?

Versi mirabili e costruiti dalla sapiente coscienza poetica che cerca la parola dell’Altro come sponda indispensabile per dissolvere le nebbie delle singole mentalità dei vari comandanti che si sono succeduti e si succedono sulla scena del mondo, produttrici anche di visioni originali ma che richiedono, in via risolutiva, il collante d’unione delle forze e di riscontro del reciproco scambio dialettico; tanto più questo è vero oggi “Dove”, appunto in ogni punto dell’emisfero, la problematicità ambientale lacera e sgretola e la terra, con inquinamento e surriscaldamento, e l’uomo, con discordie e radicalismi e immigrazioni di massa, che richiamano necessariamente visioni e contributi integrati d’interventi immediati di risanamento in un quadro d’unione congiunta d’intenti, a cui la Poesia offre, con Giancane come certo rappresentante della poesia contemporanea, un valido e saggio contributo, attingendo a tutto il suo capitale di creatività e talento artistico.

Recensione
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