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Vertenza Sud La poesia nelle regioni dell’Italia meridionale

Appunti e spunti di dibattito sulla Poesia Meridionale

Leggere e (ri-)proporre poesia è ciò che di più bello una persona dei nostri tempi possa fare verso un altro essere umano, per ben spendere il proprio tempo e alimentarsi vicendevolmente con il cibo degli dei. La Poesia è oggi un’insuperabile modalità per (ri-)accendere un faro sulle mille storture con cui abbiamo a che fare nella nostra quotidianità e che preoccupano non poco il nostro cuore e la nostra mente, la nostra anima soprattutto. Nello specifico di quest’Antologia, magistralmente curata e introdotta dal prof Daniele Giancane (Università di Bari), è una ricca e variegata opportunità, anche se datata, ma la poesia non arrugginisce né soffre mai il peso del tempo, per entrare in merito ad alcuni contenuti fondamentali della poesia, quali il Regionalismo o l’importanza dei luoghi con gli inevitabili riflessi sulla scrittura, come affiora dalla poetica e dal mondo personale degli Autori inseriti nel libro, col vantaggio oggi di avere una visione e una prospettiva più nitida offerta dalla distanza di vent’anni di storia letteraria.

Certo è che in quest’Antologia (Vertenza Sud La poesia nelle regioni dell’Italia meridionale) a cura di Daniele Giancane, compaiano ottimi Autori e bellissimi versi, che parlano dell’intimo rapporto dei poeti del Sud con la propria terra in un accorato dialogo interiore, presentando realtà territoriali ed espressioni poetiche di singoli autori su cui sarebbe utile continuare a ragionare e approfondirne risvolti e evoluzione a distanza di vent’anni, nei termini della relazione contestuale tra desideri e aspirazioni dell’Autore e condizione geografica d’appartenenza. Comunque sia il libro presenta un vivido e incoraggiante spaccato della letteratura poetica italiana, antologizzando parte dei migliori poeti Meridionali, che comprendono le Regioni di Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Campania, per come scelti e presentati, a ragione o a torto, ma si sa che ci siano sempre delle discrezionalità in questi tipi di opere, dai singoli curatori: Marco I. De Santis, Anna Ventura, Pino Corbo, Antonio Spagnuolo, Orazio Tanelli, naturalmente con l’attenta e impareggiabile regia del Prof Giancane, che da trent’otto anni dirige a Bari La Vallisa, rivista di Letteratura e altro.

Un libro impegnato e dai tanti spunti di dibattito, che non si acquietano pur nella considerevole distanza di tempo attraverso la quale noi oggi possiamo guardarli, ben impaginato e curato nella grafica, ventinovesima stella della Collana Costellazione, con in copertina un disegno acquerellato di Franco Ferrovecchio. Accettabili e condivisibili le parole usate in Prefazione da Danile Giancane, quando argomentando la situazione di stallo della poesia del Mezzogiorno dice: Si tratta, oltre che di ottimi lavori, di un territorio che ragiona su se stesso e individua autori e itinerari degni di nota. E’ come se il Sud, denigrato e emarginato, decidesse di far da solo, di darsi rappresentanza, di far sentire la sua voce. L’ambizione di quest’antologia è in sostanza di portare l’attenzione della critica e dei lettori a rendersi conto delle straordinarie potenzialità del Sud … la poesia del Meridione è stata sempre portatrice di un’urgenza ‘altra’, di tensione etica ed emotiva, di un substrato mediterraneo difficilmente riscontrabile nella poesia del Nord. Parole che come a me sembra non hanno perso d’attualità e portano tutta la tensione e la creatività poetica di chi nato nel Sud da questa terra vuol continuare a proporre poesia e letteratura, perché in questa terra ha deciso di piantare il proprio cuore e offrire le sue migliori energie, la poesia, con chiari intenti di superamento e rinnovamento delle maggiori condizioni di disagio che incontra in ogni settore del vivere.

E allora, non potendo citarli tutti, gli altri Autori mi perdoneranno, nella mia lettura ho sentito vicini i versi di: Ada De Iudicibus Lisena: La pioggia imminente / è nei tuoi occhi, / la grazia del profilo / volgi al cielo … sei questo momento, / l’arcano corale / dell’attesa. Pg 34; Daniele Giancane: Ho smesso da anni luce / di fare la conta dei letterari generi / di incasellare i suoni e le visioni (…) Amai una donna / Ma lei mi disse no / io dal dispiacere mi ammalai, Pg 49; Rosa Maria Fusco: Ancor mi riporti stagioni / di montagna primavere un po’ tardive / tu ed io a colmare gli spazi / … poi se ce ne andremo, Pg 75; Anna Santoliquido: nel sonno / sei un prato fiorito / vedo ranuncoli e rugiada / sul tuo viso / i caprioli ti saltellano / sul petto / le braccia sono rami / di acacie. Pg 87; Antonio Allegrini: Fu una carezza lieve / il giorno, / un migrare di sospiri, / alito lieve / soffiato da un angiolo / cortese. Pg 107; Romolo Liberale: Se il pianeta in cui sei e pensi / si è fatto angusto al tuo essere / non l’oblio chiederai ai giorni che attendono / ma il vigile cercare di nuovi universi. Pg 121; Pino Corbo: se rivedo i luoghi / dove ho passato / le notti, certe / mattine inquiete / li riconosco per somiglianze / tra il bianco lattiginoso / della trasparenza. Pg 151; Aldo Dramis: Se non ha il tuo nome, / quale dunque sarà la mia pace, / la mia felicità, / questo ora ti chiedo / umile più che mai e triste. Pg 158; Giusi Verbaro: so che le favole son queste / capovolte ragioni / di guardare nel fondo delle cose. Pg 167.

In Campania Franco Cavallo ha fondato e diretto fino al 1992 la rivista Altri Termini; Franco Capasso così canta: La sera già avvertito mattino / di trepide moine viaggiando per strade bianche / la nostra storia limpida nel sereno sguardo / del tuo occhio splendente. Pg 182; nel Molise abbiamo Sabino D’Acunto: La notte ha spalancato / le sue porte alla luna sulla valle. / L’ombre s’allungano nel plenilunio / e la terra è odorosa di mirtilli. Pg 221; Amerigo Iannacone: Forse un giorno senza tempo / in un salotto senza pareti / con cuscini di nubi / e fiori di stelle / staremo ancora insieme. Pg 227; Vincenzo Rossi: Pensare amare vivere ancora / se nudo in un istante torno / accanto alle mie distrutte costruzioni / privo di lacrime e parole? Pg 234.

Sono questi i versi che più hanno parlato al mio cuore in questo momento d’intensa lettura, fermo restando per tutti i poeti presenti in antologia che ciascuno è con la sua ben distinta personalità, capaci di proposte e linguaggi validissimi, e che rendono verosimili innovazioni e ulteriori tentativi sperimentali, riprendendo le parole di Antonio Spagnuolo, pg 173; rimanendo dell’avviso che le antologie, per quanto complete possano essere, è ancora Daniele Giancane a ricordarcelo, non rendono davvero giustizia ai fermenti e ai percorsi diversificati e fecondi della poesia, pg 61. E quanto più vere risuonano oggi queste parole. A mio modesto parere quest’Antologia può ben figurare in ogni scaffale di letteratura e resta un utile ausilio documentario per studiare e comparare voci e stili poetici in epoche diverse.

Mi piace, a conclusione di questo breve scritto, riferire e far conoscere due belle iniziative inserite nell’attualità del mondo poetico meridionale: l’intelligente e raffinato Almanacco di poesia "Quadernario Calabria Quasi a filo di luna" edito da Lieto Colle di Michelangelo Camelliti  e l’impegnativo "Progetto letterario" che sta sviluppando e portando avanti la Macabor Editrice di Bonifacio Vincenzi "SUD la Poesia", giunto all’ottavo volume.

Recensione
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