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È sostanzialmente, quest’opera, la storia d’una famiglia benestante attuale alla ricerca d’un equilibrio di vita e, nel contempo, il richiamo a una particolare società contadina dell’ultimo periodo bellico italiano, ricostruita attraverso lettere inviate alla moglie da un soldato, nonno della più giovane protagonista Alisa e genitore dell’anziana zia Valeria. Queste ultime fungono quasi da voce narrante per coloro che sono, in realtà, i veri e propri punti di riferimento della vicenda: quei giovani sposi d’un tempo (Corrado e Agnese) che, mentre si scrivono dalla postazione militare a casa e viceversa, vengono pian piano a delineare i tratti d’un epoca in cui le fatiche del vivere, fra gli stenti causati dalla guerra, emergono giorno dopo giorno e rievocano una dura e incancellabile realtà trascorsa. Nonostante ciò, il loro carattere fiero e deciso e l’amore reciproco quasi incrollabile li sprona a superare ogni difficoltà e a ricostruire il tempo perduto, oltre i motivi di sconfitta esistenziale messi in evidenza dalla guerra stessa.

Le sequenze narrate sono, quindi, un continuo alternarsi tra la dimensione interiore delle attuali protagoniste e la rievocazione d’un passato in cui la solidità dei sentimenti risulta ancora l’unico argine cui aggrapparsi per sopravvivere.

Sono pagine in cui, all’interno d’un evento di portata storica, si circoscrive anche un microcosmo individuale: la fragilità emotiva della giovane Alisa, che sta quasi cedendo alle difficoltà d’un rapporto coniugale sfinito, e la sottile strategia della zia Valeria che, attraverso quelle lettere fatte appositamente ritrovare in casa sua, invita la nipote a valutare l’importanza dell’amore coniugale all’interno della famiglia, di quell’amore che deve essere ogni giorno rinnovato, al di là d’ogni spiacevole evento, perché non vengano a crollare gl’ideali più solidi e veri dell’esistenza umana.

Si tratta, quindi, d’una scrittura apparentemente semplice, ma che nasconde in sé qualcosa che va oltre il primo, immediato significato; una scrittura che, insieme alla situazione bellica evidenziata e allo stesso recupero memoriale del passato, svela implicazioni psicologiche, etiche e sociali dei vari personaggi divenendo, perciò, bilancio essenzialmente critico d’una società, quella attuale, che può e deve ancora agganciarsi ai valori del passato, per “crescere” adeguatamente, per superare ogni groviglio comportamentale e per conferire significato pieno alla convivenza sociale stessa.

L’iter comunicativo è evidente, così come la tensione del sentimento, in un’esposizione linguistica caratterizzata da una diffusa discorsività, che accentua il dialogo rispetto alla parte descrittiva, in un incastro di piani narrativi che s’intersecano fra tempo cronologico e tempo interiore.

Recensione
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