Servizi
Contatti

Eventi


L’Osservatore ovvero la mistica mortale di Eros

Giovanni Baldacchini, psicologo e psicoterapeuta, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato saggi su riviste letterarie e scientifiche, la raccolta di racconti Desiderare altrimenti, e tre racconti in 3 d’union, sempre per la Fermenti Editrice.

L’Osservatore è composto da frammenti che hanno per cifra dominante la commistione fra misticismo ed erotismo.

La prosa, connotata da una forte leggerezza della forma e ricca di frasi brevi, dà alla diegesi un tono di icasticità e sospensione. Il tessuto linguistico è scattante, nervoso e luminoso, con la presenza di accensioni e spegnimenti.

L'opera, scritta in prima persona, ha per protagonista un giornalista che vive la vita in una doppia dimensione, alternando la fase diurna lavorativa a quella notturna, passata a scrutare il firmamento, con un telescopio, nella ricerca del senso della vita. Nell’osservare il cosmo egli cerca di fare luce sull'idea di trascendenza.

Il protagonista si potrebbe definire un agnostico perché, nel suo affrontare il problema dell’esistenza di Dio, cerca una spiegazione anche attraverso il mondo kantiano e l’analisi degli archetipi, come espressione dell’origine della realtà. Esiste una coesione interna tra le parti del libro, che, nonostante la natura frammentaria, presenta una certa organicità. Serpeggia nel testo una triste ironia, nella descrizione di un uomo, presumibilmente giovane, deluso dalla vita e dal prossimo.

Non ama il suo lavoro, dal quale viene licenziato. Ha problemi nei rapporti amorosi ed è in conflitto con le problematiche politiche e sociali. Si deve mettere in evidenza che il protagonista ha una competenza di astrofisica e astronomia.

L’io-narrante compie un viaggio interplanetario globale, attraverso la penetrazione dello sguardo nelle galassie attraverso il telescopio, stando a casa.

Nel primo segmento Notturno, si chiede se oltre lo spazio cosmico ci sia Dio e se lo si possa fotografare.

Regola il suo strumento e osserva in modo attento e particolareggiato Venere, Marte e Mercurio; ponendosi la domanda se Marte sia abitato.

Si chiede se Dio esista ancora; pensa che, morto o non morto, prima o poi si arriverà ad un periodo in cui se ne scorgerà una traccia. Si domanda che effetto farebbe sulla gente una fotografia di Dio, riportata da giornali, rotocalchi e televisioni. Pensa che, con tale immagine, otterrebbe uno scoop colossale divenendo ricchissimo.

Poi, continuando ad elaborare nella mente idee kafkiane, giunge alla conclusione che la presunta raffigurazione di Dio gli causerebbe forse denunce, tribunali e accuse di truffaldini intenti  Conflittuale e ambiguo il rapporto del personaggio con una collega di lavoro, definita e chiamata Amara, con un gioco di parole denso di significato.

In questi termini la figura femminile diviene emblema della sua disperazione, simbolo di una dimensione infelice.

In tale ambito non esistono, nonostante tutto, solo dolore, amarezza, ma anche connivenza e simpatia per la ragazza.

Non a caso Amara ha rapporti sessuali con il direttore del giornale, che la tratta come una serva approfittando di lei.

In un secondo momento la ragazza si sottrae a questa forma di sottomissione, che aveva suscitato nel personaggio gelosia e disappunto.

Nel frammento “Diurno” entra in scena Amata-Amara, curiosa delle esplorazioni notturne del collega, a cui domanda come sia andata la visione degli astri.

Un erotismo raffinato emerge quando il protagonista si domanda con che cosa Amara incarti il suo sedere, cioè la consistenza delle sue mutande, se siano di cotone, seta, pellicole appropriate, cellophane o altro.

Quanto detto sopra rivela chiaramente le propensioni feticiste del protagonista.

E’ evidente una forte inquietudine esistenziale in queste pagine.

Viene a delinearsi una similitudine tra il modo di scrutare lo spazio celeste e quello di osservare il corpo di Amara, soprattutto il suo sesso. Il giovane ha l'atteggiamento di chi preferisce guardare una donna piuttosto che dedicarsi all'atto sessuale, lasciandola quindi delusa.

Mentre compiono i loro giochi erotici parla di Dio e afferma che senza l’occhio non esiste nulla, nemmeno il Padreterno.  Nel segmento Sistema binario Amara si presenta a casa del giovane con un'avvenente cugina: le due fanno sesso insieme davanti a lui, che si eccita.

Ha un'erezione, ma non partecipa a quella che si sarebbe potuta considerare un'orgia. Baldaccini in L’Osservatore ci propone una scrittura unica in bilico tra religiosità monoteista e sensualità. I suddetti sono campi tra loro opposti, ma vicini, proprio per la loro essenza antitetica.

E’ presente anche un riferimento al paganesimo, essendo Eros, citato nel sottotitolo, il dio dell’amore che è considerato come un simbolo.

In Oltre la notte l’autore scrive che Eros lo guida entro le incertezze sfibranti in cui si aggira.

Privo di tregua, spinge la mancanza a trasvolare oceani di donne, cose, piaceri, viaggi fino a Dio.Una materia alquanto surreale che fa riflettere sui rapporti tra eros e thanatos.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza