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Navigatori a vista

Tommaso Putignano, nato a Urbino nel 1972, ha esordito nel 2006 con Fermenti nella collana “Minima Verba”, curata da Donato Di Stasi, prefatore del testo presentato.

Navigatori a vista è caratterizzato da una complessa e articolata struttura architettonica. Ogni verso, di ogni singolo componimento, inizia con la lettera maiuscola e questo elemento conferisce icasticità alle poesie, tutte divise in strofe, connotate da eleganza formale e ben risolte.

Lo stile è controllato. Il dettato è pervaso da chiarezza e da densità metaforica e sinestesica. I versi sono scattanti e ottima è la tenuta di quelli più complessi.

A volte emergono visionarietà e chiarezza. Il tono è criptico in una poetica del tutto antilirica.

L’io poetante si rivolge in modo intenso ad un tu femminile, del quale ogni riferimento resta taciuto.

La forma essenziale, senza essere ridondante privilegia una quotidianità difficilmente banale. In Navigatori a vista risaltano toni di narratività e il versificare procede per accumulo, con frasi staccate tra loro, quasi sempre piuttosto brevi.

I versi concentrati si coniugano spesso a sospensione e vaghezza, densità semantica e leggerezza.

Il titolo del libro fa intendere la consapevolezza, da parte dell’autore, di praticare una scrittura non sottesa ad una rotta precisa e precostituita, rivolta invece ad accensioni e spegnimenti continui.

Il versificare sprigiona un’ansia cosciente nonché una tensione verso un approdo salvifico raggiunto tramite la parola poetica.

Navigatori a vista è scandito in quattro sezioni che l’autore chiama Movimenti, probabilmente per la sua formazione, che non è solo letteraria ma anche musicale: I Movimento, Allegro ma non troppo. Uscendo dalla fabbrica di giocattoli, II Movimento, Andante senza brio. Interventi chirurgici, III Movimento. Adagio. La mia generazione, IV Movimento, Moderatamente allegro. Chili Out.

La composizione Uscendo dalla fabbrica di giocattoli: è strutturata attraverso il dipanarsi di un filo rosso scaturito dal serrato rivolgersi del poeta alla persona amata. E’ presente qui nell’incipit un forte senso della nostalgia:-“Non so quanto tempo è passato | Da quando mi tessevi storie di eroi e martiri | E bagnavi le mie labbra con i baci dell’estasi | E accarezzavi il mio viso con le mani della prima madre”…

Si tratta di un componimento articolato in ventuno strofe ben coordinate tra loro, e per questo tipo di stesura, il testo può essere visto, tornando alla metafora musicale, come un insieme costituito da molte parti, divise tra loro da pause..

Talvolta, nella struttura essenziale incontriamo un vago carattere anarchico nel succedersi delle strofe, in cui sfuma ogni filo logico.

Il componimento sembra giocato su due livelli, apparentemente dissimili e tra loro non assimilabili: il primo è quello del serrato rivolgersi a una interlocutrice, il secondo è quello del riflettere su varie tematiche della vita in modo rapsodico.

Questa caratteristica si nota nell’alternarsi delle strofe, ognuna delle quali ha per essenza una delle due tematiche.

Altre volte riscontriamo un io-poetante solipsistico, nelle sue descrizioni, che si coniugano a riflessioni.

In Visione notturna, il poeta crea una tematica densa di una nebbia surreale, umbratile che si concentra in un sogno ad occhi aperti.

Qui tutto pare basato su una discesa agli inferi, tra descrizioni di atmosfere cupe, di maschere bianche suggestive, sabbie mobili e un senso di annegamento e di mistero che permea tutta la composizione, in una descrizione che si potrebbe definire di onirismo purgatoriale.

I sintagmi di Putignano sono taglienti e affilati e, tramite la loro stesura, il poeta produce un tessuto avvertito di una lucentezza che pare metallica.

Il poeta adopera l’anafora in Vorrei, caratterizzata da un’ accentuata visionarietà e pare dire tutto quello che caratterizza l’ambivalenza dei sentimenti della vita:- …Vorrei | Amare senza odiare | Fiorire senza svilire | Crescere senza invecchiare | Maturare senza marcire | Sollevarmi senza cadere.”

Come scrive il curatore, Navigatori a vista risulta un libro di evasione dalla prigione dove l’autore sconta le sue mutilazioni interiori.

Bacio perugina 2

I tuoi occhi
Per guardare le stelle.

Il tuo seno
Su cui riposare

E le tue labbra
Per costruirti sogni.

Recensione
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