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Quasi un Madrigale

Pasquale Totaro-Ziella, autore di numerose raccolte poetiche, tra cui Quasi un madrigale, e di opere di narrativa è nato a Senise, in Basilicata nel 1950. Il libro in questione può essere considerato un canzoniere amoroso. In esso è costante la presenza di un tu femminile, con cui l'autore interloquisce, assieme ad altre figure.

Come protagonista emerge l’amore, nelle varie manifestazioni, nelle sensazioni percepite dall’io poetante e dalle sue ispiratrici. Altri temi trattati: l'abbandono, la nostalgia per la perdita, sentimento che genera, per dirla con Proust, la memoria involontaria.

Il libro è suddiviso in cinque parti: Quasi un madrigale, che dà il nome alla raccolta, Corale Accorato Corale, Clena, E poi esci dalla rosa e Negazione d’amore. Varie sono altre situazioni espresse, in bilico tra gioia e dolore.

La poetica del nostro può essere considerata lirica tout-court e il dettato esprime una autentica esigenza di ricorrere alla natura, matrice di ogni presupposto, pur non essendo banale lo svolgimento dialettico.

Contenuto è lo scarto poetico dalla lingua standard e l’aggettivazione, pur essendo a volte elemento tecnico saliente, non appiattisce il discorso di base.

Programmatico il primo brano, suddiviso in sette strofe di diversa estensione; in questa poesia l’io poetante si rivolge in modo vibrante all’amata, della quale resta un ricordo vigile e spontaneo. Notevole in questo componimento la rima non baciata cuore-amore, che non è solo un’assonanza e viene pronunciata con icasticità.

Nelle composizioni, ben risolte, la forma è elegante e i sintagmi procedono per accumulo nel loro fluire sulla pagina. C’è leggerezza nella versificazione, unita ad una certa sospensione, e anche una vaga luminosità. Un certo rarefatto naturalismo fa da sfondo ai travagli erotici dell’io-poetante.

Stilisticamente i testi sono anche eterogenei nella loro estensione e struttura e sono tutte suddivise in strofe. Infatti i componimenti di Totaro-Ziella presentano una originale diversificazione tra loro, a livello di estensione dei versi: alcuni caratterizzati da verticalità, altri da lunghezza media e altri propagati da equilibrata scansione.

La materia poetica risulta spesso neoromantica o intrisa di effusione di un lirismo mai in eccesso.

Nel panorama contemporaneo della poesia italiana, la raccolta è caratterizzata da una a volte sorprendente originalità. In un ambito letterario, dominato dagli orfismi e dagli sperimentalismi, una poesia tutta concentrata sul tema amoroso e di natura lirica si distingue per le sue originali ricerche.

La vita procede, ma le donne che ne hanno costituito l’aspetto sentimentale ed erotico non sono sminuite o cancellate.

Questo il presupposto. Sfugge quanto di autobiografico viene analizzato. Caratterizza la scrittura, un filo rosso che manifesta in maniera estesa vari rapporti, ognuno dei quali legato a figure evanescenti, in frequente rassegna. Emergono altresì ricerche di fatti o azioni che non si placano nel loro sviluppo esistenziale. L'amore rimane così un eterno presente che rivive in un divenire mai banale o episodico trasfigurandosi in idee ossessive che si placano con il ricordo o l'amore rivissuto.

Testo

Tutti i fuochi della terra

Stanotte siamo stati nudi attorno
a tutti i fuochi della terra
nessuno ardeva
quanto il tuo amore di mille scintille
nessuno ardeva
come il tuo amore terribile dell’aurora
nessuno ardeva
più del tuo amore agitato da tanti mari.
E ci siamo arsi
in tutti i fuochi instancabilmente.

Stanotte siamo stati nudi attorno
a tutti i fuochi della terra:
nessuno avvampava
quanto il mio amore di mille faville
nessuno avvampava
come il mio amore stupefatto del tramonto
nessuno avvampava
più del mio amore sfrenato di tanti cieli
E ci siamo avvampati
in tutti i fuochi irresistibilmente.

Recensione
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