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Plotino l'aveva denominata "metensomatosi" intendendo quel "passaggio in un altro corpo ossia la reincarnazione", Giorgina Busca Gernetti in una sua bellissima poesia la chiama con termine "più rigoroso e universale" Metempsicosi: "Se mi svegliassi in altra vita | forse sarei un albero che svetta ... forse mi sveglierei limpida fonte ... candida nuvola forse sarei ... forse gabbiano dalle ampie ali...".

Come dice nel risguardo di copertina Sandro Gros-Pietro "il chiaroscuro è la cifra poetica di questo terzo libro in versi di Giorgina Busca Gernetti ... un canto di libertà, dove il vocabolo libertà non vuole ridursi ai soli contenuti etici o politici del vivere consociato ma aspira ad essere una condizione dello spirito...". Stilemi di straordinaria bellezza, un poetare incantevole, il tutto avvolto da quelle sonorità pronte a incidere nell'animo del lettore con una intensità di sentimenti fuori del comune. Nella poesia Il vento di Tindari dedicata a Salvatore Quasimodo la parola potenzialmente ricca di pathos, ritrova quel rapporto tra "amore e verso", prorompente, esponente di "interpretazioni anche metaforiche": "...Tindari serena, accoglimi! | Assali anche me, oggi; cercami | con il tuo vento profondo". Un'anima infinita, un'isola di "immensa femminilità", di "luce vibrante": "... Ho tremato. Ho temuto | che le tue braccia mi stringessero | come l'edera verde | s'avvolge al tirso, come il molle acanto | recinge d'armonia | un'erma solitaria in un giardino. | Perché ho temuto ciò che anch'io volevo?" (da Esitazione). Dai suoni del suo linguaggio si avverte l'Ignoto sempre incline a precipitare nelle immagini e nei pensieri in una successione di effetti intraducibili. La magia della sua poesia consiste nel riuscire a catturare le essenze (sunt lacrimae rerum) del caos primordiale per creare situazioni o identità riflesse nella dimensione reale. Antonio Gagliardi nella prefazione dice: "... Ogni poesia è la poesia degli altri e ogni parola può nascondere un naufragio...".

Giorgina Busca Gernetti è una grande poetessa, libera dalla coscienza conformista e dai libri, senza irrigidimenti stereotipati. Assoluta padrona della sua "poiesi".

Recensione
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