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Voli di
soffione piccole storie di minima gente, si distingue per quella squisitezza
dei contenuti, per la sua peculiarità espressiva, per lo stile privo di
ampollosità, il tutto sorretto da un corollario di scrittura asciutta ed
efficace. Diciannove racconti brevi di piacevole lettura, contrassegnati da una
teoria di personaggi eclettici, strani, seri e meno seri che riescono ad essere
stupefacenti attraverso una serie di dialoghi retti da forti scansioni
onomatopeiche. Anche la suggestione riesce a fare la sua parte sottolineando il
fascino suscitato dal testo come nel “bozzetto”: “Con gli occhi chiusi” dove un
serrato “domanda – risposta” tra un padre e il figlioletto curioso finisce con
questo dialogo:
—
Di chi è quella casa papa?
—
Di uno che è morto.
—
E’ morto?
—
Si, è morto!
—
Ma come è morto, papa?
—
Con gli occhi chiusi, Vito. Con gli occhi chiusi!
Ancora: l’ombra
che dopo quarantacinque anni era come resuscitata e, ora, era tornata a
minacciare e a inseguire il professore. Le storie del maresciallo Leonardo, la
cui morte aveva scosso ambienti politici e militari dello Stato e di Nitto,
contadino senza terra. E tanti altri brevi racconti che vanno dalla “Valigia del
militare” fino a “La neve” che chiude il volume.
Filippo
Giordano, già autore di diverse raccolte di poesia, poi tutte confluite in un
unico “corpus” dal titolo “Rami di scirocco”, ha dimostrato d’essere anche un
valido narratore come avvalorato da quest’ultima pubblicazione, degna della
massima attenzione e considerazione.
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Recensione |
| Voli di soffione |
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narrativa
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| Autori |
| • | Filippo Giordano |
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Edizione:
Il Centro Storico
Messina 2001 |
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| pp. 68 |
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| Recensione a cura di |
| • | Franco Maria Maggi |
Pubblicata su: La Gazzetta di Bolzano nr.12/2005 |
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