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Puntuale come un periodico (lo fossero altrettanto le riviste di poesia) ritorna sulla pagina questo autore non certo avaro (esce in contemporanea per gli stessi tipi No Munno Spierso, piccola enciclopedia vernacolare), e torna con lo stile e la reattività cui ormai ci ha abituato.

Attento e critico alla questione sociale non rinuncia mai ad una certa ferocia nei confronti della sua gente, pur affermando con altrettanta forza la sua meridionalità. "Più li batti e più non fuggono | Più li calpesti e più si accucciano" (p. 50) ed ancora "Si diano frustate a pieno | viso e secchi d'acqua gelida | per il risveglio" (p. 98).

L'ironia, che nel farsi più sottile mi sembra non lasci possibilità di fuga, che sempre più costringa all'angolo, non alleggerisce la condanna anzi, ancor più avvilisce l'atto che la merita. Nelle frequenti metafore si possono trovare esempi di grande forza evocativa: "... Ne va di mezzo | spesso il cuoio e la quaglia nel salto | improvviso spiuma nella rosa densa | del fucile ..." (p. 31), si noti il riferimento al cuoio, nell'antica accezione di corame, la pelle, la vita, "Male campa la pecora ribelle | Trova l'erba bagnata di veleno | e al varco lo spiedo e il coltello" (p. 98), e qui al proverbio, chi si fa pecora il lupo se lo mangia.

Quanto più la considerazione si allontana dall'intimismo tanto più ritrova una sincera intimità, ad esempio in Dolci questi sogni (p. 114), "Forse dentro s'è bruciata | la valvola dell'emozione | Siamo calcolatori che fanno | resoconti e la spesa uccide | l'interesse del profondo" (p. 133) e "Mi dici | Aiutami Non voglio | morire | Un grido soffocato esplode | come schianto al sereno" (p. 48), ed il richiamo dell'infanzia non appare vuoto bucolismo (p. 109). Quando si allontana dal fatto non perde mai il contatto con la realtà, "Arrotola la tela il tempo | Chiude spazi e vie toglie | orizzonti disattiva il sole" (p. 137).

Momenti di lucidità quasi premonitrice quando volge l'interesse alla sua condizione di poeta, "Il vero lettore di poesia ha le virtù | d'un ladro e la tenacia del ghiro" ed all'uso della poesia, "Occorre ostacolo da rischio la sfida | alta del muro la cintura di castità" (p. 35), si noti la concentrazione di termini forti: ostacolo – rischio – sfida – muro – castità, e la loro polarizzazione. Come ho detto altre volte, io credo che i risultati migliori P. Martiniello li colga nella fulmineità dell'affondo, scarno e filante come la punta di un fioretto, s'avverte appena nella stoccata senza dare l'impressione del suo effetto dilazionato nel tempo, confronta in Li difendono strillando litanie (p. 88), fra le altre.

A volte l'ironia si fa sarcasmo sprezzante ed irriverente, adatto ai temi ed ancor più ai tempi nostri, per questo mi pare molto indovinata la posizione dell'ultima poesia, così come il suo attacco, "Ecco puntuale la fiera bella | della veline giovenche | e porcelline in passerella".

Recensione
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