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Il volume di Adriana Scarpa,
Le risacche del
tempo, è originale nella sua impostazione. In esso l’autrice
sa coniugare perfettamente storia e poesia, liricità ed
espressività semantica. L’intera silloge, infatti, è un percorso
ideale tra storia e tempo, tra concettualità e vocalità.
Si tratta di una voce interiore che percorre l’universale
individualità umana attraverso le sue opere e le sue azioni,
insomma attraverso il tempo e la memoria. Questa voce
parte dall’Egitto, dalle sue regine, dai suoi re, dalle emozioni
che essi continuano a suscitare attraverso una voce
dello spirito ideale che parla nell’intimo di ognuno di noi.
Dopo il mondo greco, con i suoi monumenti e i suoi
personaggi, quali i bronzi di Riace, questa voce, la voce
della storia, attraversa l’Etruria e passa a Roma e a Pompei
con le sue stupende immagini che ancora parlano al cuore
dell’uomo e suscitano emozioni. Il filo della voce percorre
quindi il mondo azteco, quasi punto di raccordo tra antico e
moderno. Attraverso il canto e la parola la voce giunge alle
atrocità di Bergen-Belsen, il campo di concentramento dove
Anna Frank ha perduto la vita, concludendo quasi attraverso
un cerchio ideale, la storia dell’uomo che è sofferenza,
ma pure speranza e vita. Le voci interiori fanno quindi
da sottofondo e la voce dell’anima emerge in una poesia
elevata sotto l’aspetto lirico e concettuale. «Adriana Scarpa
è affascinante nel suo girovagare tra le rovine del passato in
una sublimazione continua: recuperare dall’oblio del tempo,
dal riposo delle urne, dal segreto dei millenni, dal rito
ancestrale che decreta il destino...».
Il passato si riflette
quindi nel presente in una continuità concatenata e virtuale.
Il pensiero, espressione di un’umanità in cammino verso la
felicità o l’infelicità, completano quindi il loro percorso. Si
tratta di uno scavare nei labirinti del tempo, penetrarli e capirli.
Ma proprio in questo labirinto si trovano tracce di se
stessi attraverso un’archeologia della parola che, con simbolici
oggetti o segni sacrali, costruisce la cabala del tempo.
Il tempo è signore della storia e della materia, della vita e
della morte. Il tempo è signore di tutto. Esso distrugge e
conserva. La poesia di Adriana Scarpa è fatta quindi di voci
interiori ed esteriori che si protraggono in un tempo che diventa
oggetto-soggetto. L’uomo, dalla silloge della poetessa
veneta, appare come un bronzo di Riace, perfetto, bello, avvincente
mentre emerge dal mare del passato come una divinità,
ma con spirito umano e profonda idealità, con il suo
pensiero, con il suo essere in divenire che vuole scoprire momento per
momento se stesso e la sua mistica origine.
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Recensione |
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Le risacche del tempo
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poesia
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| Autori |
| • | Adriana Scarpa |
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Edizione:
Montedit
Melegnano 2003 |
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| Prefazione di Massimo Barile - pp. 52 |
| prezzo: € 7,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Il Convivio nr.15/2003
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