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Accade non di rado che siano proprio i piccoli editori a fornirci testi “forti” e “significanti”. Questa recente raccolta di canti di Nigro non è infatti una lettura da diporto, poiché seduce e obbliga allo stesso tempo il fruitore a compiere uno sforzo di penetrazione e riflessione in genere non richiesto dalla produzione poetica corrente, fra l’altro poco propensa a impegnarsi in temi esistenziali.

Se è doveroso rispettare tutte le scelte, per altro verso non si può disconoscere che con “Alfa e Omega” Nigro riesce, in tempi di voli e sondaggi cosmici, a spingere il nostro pensiero e i nostri sensi, con il propellente delle sue poesie, in orbite ed a quote non meno astrali. Il viaggio che con lui compiamo è però dentro la limitatezza della nostra esistenza, pedine di un gioco eterno in un universo infinito dove passato e futuro costituiscono lo stesso cerchio di un inspiegabile presente e Dio è vita. Si badi bene, questo riduttivo collage di parole estratte dai versi del poeta ha qui funzione puramente illustrativa né Nigro, sebbene sorretto da una forte capacità riflessiva che gli fornisce i necessari appoggi, pare interessato a provvederci di un qualche sistema filosofico. Così, nel fluire delle invenzioni poetiche, il pensiero si fa natura, la natura sguardo della mente, innestando sul ritmo del verso connubi di immagini folgoranti di classica valenza.

Recensione
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