Servizi
Contatti


Barbieri è il poeta più anomalo da me incontrato nel presente. Anzi, nemmeno poeta si definisce in quarta di copertina, piuttosto uno che sa solo scrivere parole al crepuscolo e andare a capo un poco ogni giorno. Sembrerebbe questa trattarsi solo di una "boutade", contraddetta com'è da quel Poesie e Polvere di poesia che qualifica il titolo del volume.

Ma a posteriori l'affermazione non si rivela affatto gratuita, se relazionata al senso generale che scaturisce dai novanta componimenti "non poesie" che ci propone. E neppure convincerebbe troppo l'etichetta di funambolo della parola che si appiccica (Io sono il saltimbanco dell'alfabeto), perché il suo gioco difficilmente inganna a lungo chi legge, altro non fosse in quanto folgorato dall'immagine cardine dell'andare verso la porta "che non esiste" perché "è solo dipinta sul solito muro-scrostato e sporco-chc tanto rappresenta la nostra vita". Comunque si voglia, si tratta sempre di ansia esistenziale: sofferte istanze all'imperscrutabilità del fenomeno naturale che qualcuno ha definito l'incidente di nascere.

Alla fine però Barbieri riesce a consolarsi, trovata la propria formula salvifica in Sogni di Bimbo: "Forse it tempo | è pensiero d'eterno. | Ma non è vero che si debba sempre attendere di morire. | La vita è un sogno | già sognato. | E io faccio solo | sogni di bimbo | e gioco con le mie ore | in un prato fiorito | dietro l'uscio | di casa".

Recensione
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza