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Leggere d'un fiato l'ultimo romanzo di
Antonietta Benagiano è stato molto gratificante per noi che conosciamo la
scrittrice da tempo. Il libro ha come titolo l'intrigante Anormalità normale":
l'editore è Besa di Nardò.
Antonietta Benagiano, già ordinaria di Lettere
nei Licei, ha scritto di poesia, narrativa e saggistica, meritandosi sempre il
plauso dei lettori per la serietà scientifica con cui affronta le tematiche
legate all'arte scrittoria. Vive a Massafra, suo paese natale.
Quest'ultimo romanzo ha meravigliato anche chi
come me conosce la Benagiano come critico letterario di alto livello e come
poetessa.
La scrittura narrativa di Antonietta Benagiano
è chiara, concisa classica. Gli argomenti sono coinvolgenti e inquietanti perché
descrivono in maniera mirabile gli inizi del Terzo Millennio. Le descrizioni
degli ambienti, della gente, dei difetti e delle virtù degli umani sono così
verosimili e rarefatte che fanno pensare al migliore François Mauriac o al bravo
Alberto Moravia per l'impietosità laica in cui descrive i suoi personaggi.
La protagonista Manuela è una creatura che si
fa amare per come sa affrontare la vita, con dignità e responsabilità.
Stupendo il capitolo "Cor ad cor"
(pp.151-162) in cui si parla del papa Karol Wojtyla in una maniera
ineguagliabile, con un linguaggio lirico e commovente. Le idee della Benagiano
coincidono con quelle del Papa che predicava un umanesimo rinnovato dove il
marxisismo e il capitalismo selvaggio non erano riusciti a concretizzarsi nel
bene degli uomini.
Nel capitolo "Paura" alle pagg. 164-165
l'autrice si sofferma sull'impossibilità dei giovani di oggi a trovare un lavoro
sicuro e gratificante.
La Benagiano parla con passione di tutti i
problemi che affliggono la società auspicando le giuste risposte. La trama
avvincente e originale di questo romanzo ben ambientato a Roma la lasciamo
scoprire dal lettore ma per noi è stata una rivelazione questo libro in cui ogni
anormalità diventa normale, in cui descrivendo la vita di alcuni personaggi si
descrive l'intera umana condizione come affermava nei suoi Saggi Michel de
Montaigne.
Per finire fa bene l'autrice a puntare il dito
accusatorio sui mali delle società consumistiche in cui i primi a soffrirne sono
la Giustizia per tutti, l'avvenire e la realizzazione del sé per i giovani che
difficilmente riescono a realizzare le proprie sacrosante pulsioni e passioni
interiori, assai spesso accomodandosi pigramente in mode fasulle o addirittura
nocive perché propagandate su tutti gli strumenti massmediali.
Condivido anche con Antonietta Benagiano la
visione etico-poetico-religiosa che essa dà della società attuale.
Un romanzo quello della scrittrice da leggere
anche nelle scuole superiori per i contenuti etici e realistici che affiorano in
ogni pagina.
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