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Quando ho intrapreso la lettura di alcuni testi dell’Amica Cristina Contilli mi sono chiesto il perché, malgrado i miei pregiudizi inerenti l’800 italiano, queste scritture belle e lineari mi avessero coinvolto e il perché mi avessero indotto al gesto creativo.

A scuola, ricordo, che il nostro ‘800 mi annoiava molto non solo sotto il profilo storico-politico ma anche negli aspetti letterari con la sola eccezione di Giacomo Leopardi, di cui avevo acquistato le Opere Complete, della Mursia Editore, che trovavo non solo contiguo ai miei amati Francesi, i Maledetti, ma che riuscivo a mettere accanto al Joyce, mio punto fermo formativo.

E, a proposito dell’Artista da giovane, delineato da Joyce, ricordo che ero pervenuto, con mia grande sorpresa e meraviglia, alle Sue stesse considerazioni e conclusioni quando scrive della Donna vista quale soggetto di sensuale fascinazione e simbolo di ribellismo contro le convenzionalità dell’epoca: come potevo lasciarmi incantare da personaggi che ci venivano posti quali freddi, austeri, asessuati protagonisti di una Italia arretrata e poco significativa?

Successivamente ebbi modo di ammirare, presso la collezione di un avvocato partenopeo, dei dipinti ad acquarello di Giacinto Gigante, peraltro posti accanto ad alcuni pezzi del Futurismo, Depero e Cangiullo, rimanendone stupito: malgrado la tematica apparentemente provinciale i fogli di Gigante possedevano una forza immanente straordinaria con colori così ben adoprati che solo Klee avrebbe potuto competere per finezza interpretativa.

Cito questo ultimo episodio perché le modalità dello scrivere di Cristina Contilli mi induce a riconsiderare e rivedere la Storia e i suoi Protagonisti ottocenteschi in un certo senso prossimo alla forma sotto cui percepii l’opera di Gigante, non secondo a più celebri Impressionisti francesi, non secondo a Turner, altro mio Maestro fondante.

La maestria di C. Contilli nel saper operare sottilissime metamorfosi storiche sta nel rendere polverosi soggetti tutti di un pezzo, scarsamente intriganti e poco comunicativi, in Donne affascinanti e Uomini ammalianti, l’insieme mediante una penna al femminile fatta di amoroso sentire e avvertire le vicende storiche vissute da Donne e da Uomini rendendole vitali e fresche.

Nel teatro delle vicende storiche tratteggiate nei suoi testi, Contilli inserisce Attrici e Attori, Donne e Uomini che si cercano, si amano, hanno rapporti interpersonali tra il sessuale, nudo e crudo, e il sensorio, delicato e poetico, nell’ambito di una vita sociale turbolenta e guizzante: altro la noia che sembra permeare una visione datata del periodo (l’ottocento) da Lei ben studiato e meditato.

Ma parlare dello scrivere amoroso della Contilli significa anche non identificarla quale Scrittrice di genere, erotico o storico o sorta di fusione di generi, a cui si sottrae per gusto e finezza e, credo, per Sua scelta personale: colta e raffinata sa di voler sfuggire alle maglie della Letteratura di genere per affrontare la ben più impegnativa, e vera, Letteratura contemporanea con fare sicuro e intelligente anche forte di ottimo retroterra culturale e sostanziosa formazione linguistica.

Nello scrivere amoroso Contilli introduce delle figure umane in cui il senso del Liquido Amoroso trova ampio e sentito spazîo sensorio ricollegandolo non solo a mere reazioni fisiologiche e/o naturali ma dandone significati di natura psicologica alta e immaginifica e che, per coincidenza di interesse, resta anche mio tema di ricerca figurativa, senza mai trascendere nell’erotismo di maniera ma dandone lettura singolarmente felice come, del resto, ha saputo segnare una figura di Ragazza in divenire Donna, Juliette, con tutte le implicazioni che restano sottese, rendendola Persona di grande spessore che tende a fuoriuscire dal testo letterario per donarsi a visioni non facili ma ben articolate nella complessità del suo fare: Juliette, poco più che pubere, ha vita sessuale e sensuale estremamente tormentata e struttura psicologica vessata ma l’abilità con cui Contilli La fissa, senza moralismi manieristici ma con alto senso morale, la rendono decisamente femminile e amara, gioiosa ed eterea, carnale e romantica, forse semplicemente Donna.

Un grazie a Cristina Contilli per avermi provocato il piacere sensorio di stendere colori su fogli cartacei alla Sua scrittura amorosa debitrice.

Benevento, il 5 di giugno dell’anno 2008

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